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06 Aprile 2026 - 05:00
C’è un territorio che prova a fare della transizione energetica qualcosa di concreto, quotidiano e vicino alle persone. Non solo parole come sostenibilità o innovazione, ma bollette più leggere, servizi nuovi, attenzione sociale. È da qui che passa oggi la sfida delle Comunità Energetiche Rinnovabili, e il 25 marzo lo si è visto chiaramente, quando numerosi Comuni piemontesi si sono ritrovati per una conferenza promossa da Solar Valley Comunità Energetica Rinnovabile, la CER solidale a cui molti enti del territorio hanno già aderito.
Un momento di confronto, certo, ma anche qualcosa di più: un laboratorio di idee. Si è parlato di energia rinnovabile, di mobilità sostenibile, ma soprattutto di impatto sociale. Perché oggi la vera partita non è solo produrre energia pulita, ma capire come questa possa tradursi in vantaggi concreti per i cittadini.
E in questo scenario, tra i tanti Comuni presenti anche San Benigno Canavese.
Non è un caso. Il Comune canavesano è stato tra i primi a credere nel modello delle CER e oggi rappresenta una delle esperienze più avanzate del territorio. A sottolinearlo è il sindaco Alberto Graffino: "Con questa CER siamo stati premiati e il nome di San Benigno è tra quelli dei Comuni più virtuosi in materia di sostenibilità ed efficienza energetica".
Un riconoscimento arrivato lo scorso novembre, durante la 42ª Assemblea annuale di ANCI a Bologna, dove il Comune ha ricevuto il Premio “VIVI – Territorio Vivibile” promosso dal Gestore dei Servizi Energetici.
Un premio che non guarda solo ai numeri, ma alla capacità delle amministrazioni di trasformare la transizione energetica in opportunità reale per il territorio.

L'incontro del 25 marzo
E San Benigno lo ha fatto, costruendo una Comunità Energetica Solidale insieme a Solar Valley e affiancando a questo progetto una serie di interventi concreti sugli edifici pubblici: efficientamento energetico, cappotti termici, nuovi serramenti, illuminazione a basso consumo nelle scuole e negli spazi comunali. Un lavoro strutturato, sostenuto anche dagli strumenti del Conto Termico 2.0, che ha permesso a un Comune di dimensioni contenute di muoversi con una visione chiara e lungimirante.
Ma ciò che rende davvero interessante questa esperienza è la sua dimensione sociale. Non si tratta solo di energia, ma di comunità.
"Il premio è stata una sorpresa bella e inaspettata — racconta ancora Graffino — ma la cosa più importante è che ci siamo fatti portavoce di questa realtà nei comuni vicini. La nostra è una comunità energetica solidale e questo cambia tutto".
Cambia, soprattutto, il modo di partecipare. Perché qui non servono investimenti iniziali, né grandi disponibilità economiche.
"Non ci sono costi di ingresso — spiega il sindaco — a differenza di altre CER dove erano richieste spese per progettazioni o impianti. Qui il 45% degli incentivi va ai produttori, il 45% ai consumatori e il 10% serve a mantenere la comunità".
Un modello redistributivo, ma anche etico:"Essendo solidale — prosegue — c’è un tetto agli utili delle aziende e il resto viene reinvestito sul territorio, in progetti sociali".
Ed è proprio questo il cuore della proposta: trasformare l’energia in uno strumento di coesione.
Il tema è emerso con forza anche durante l’incontro del 25 marzo, dove si sono iniziate a delineare possibili applicazioni future di questi fondi. Tra le ipotesi sul tavolo, quella della mobilità sostenibile condivisa, adattata però alla realtà dei piccoli centri.
"Si è parlato di car sharing — spiega Graffino — strumenti che funzionano bene nelle città, ma che qui vanno ripensati. L’idea è capire se possano diventare servizi utili, per esempio per associazioni che si occupano di trasporto di persone fragili, per visite mediche o esigenze quotidiane".
Un’idea ancora in fase di valutazione, ma con una direzione chiara: utilizzare le risorse generate dall’energia per rispondere a bisogni reali.
"Quello che è certo è che la CER Solar Valley sta andando molto bene e ci dà la possibilità di investire sul sociale", conclude il sindaco Graffino.
Intanto, il progetto continua ad allargarsi. Sul territorio di San Benigno, Volpiano e parte di Montanaro, cittadini e imprese possono già aderire alla comunità energetica. E il dato forse più significativo è proprio questo: non serve possedere un impianto fotovoltaico per partecipare.
La comunità è aperta a tutti: produttori, autoconsumatori e semplici consumatori. Un sistema inclusivo, pensato per permettere a chiunque di beneficiare dell’energia rinnovabile prodotta localmente.
E i vantaggi sono immediati, non solo in termini ambientali, ma anche economici. Per le famiglie, un contributo che può arrivare a coprire una bolletta; per le imprese, incentivi sull’energia condivisa; per il territorio, risorse da reinvestire.
È qui che il modello delle CER mostra tutta la sua forza: non solo sostenibilità, ma sviluppo.
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