AGGIORNAMENTI
Cerca
Attualità
31 Marzo 2026 - 17:37
Bosco del Vaj, l’Ente Parco replica alle proteste: “Lavori necessari dopo l’alluvione”
Il Bosco del Vaj è diventato un caso. Prima i cantieri, poi la protesta, ora la replica ufficiale. Nel giro di due giorni, attorno a quei sentieri si è aperto uno scontro che va oltre i lavori.
I sentieri del Bosco del Vaj, a Castagneto Po, sono oggi un cantiere aperto. Non per abbellimento, ma per necessità. Interventi di sistemazione idrogeologica, finanziati con fondi europei, avviati dopo mesi in cui il territorio ha mostrato tutti i suoi limiti: erosione, dissesti, tratti ormai compromessi.
Ma è proprio mentre i lavori avanzano che nasce la protesta. Da domenica 29 marzo la mobilitazione corre sui social e si trasforma in una raccolta firme online che in meno di 48 ore raggiunge 274 adesioni certificate. Il titolo è diretto: “Salviamo il Bosco del Vaj – Fermiamo interventi che stanno cambiando un patrimonio naturale”. E il contenuto non lascia spazio a equivoci: “Il Bosco del Vaj, a Castagneto Po, è uno di quei luoghi che non si dimenticano: un ambiente ancora autentico, fatto di sentieri naturali, acqua che scorre tra le rocce e un equilibrio costruito nel tempo. Qui, tra castagni e querce, sopravvivono anche popolazioni di faggio risalenti all’epoca glaciale: una rarità che rende questo bosco un patrimonio prezioso per tutto il territorio, anche per chi vive nei comuni vicini come Chivasso.
Oggi però questo equilibrio sta cambiando. Sono in corso lavori che stanno trasformando i sentieri con pietra e cemento e stanno portando alla rimozione di grandi massi naturali, elementi che da sempre caratterizzavano il paesaggio e contribuivano a formare piccole cascatelle lungo il corso d’acqua. Non si tratta solo di un cambiamento estetico: è la perdita progressiva di un ambiente naturale così come lo abbiamo conosciuto. Molti cittadini hanno già segnalato la situazione alle istituzioni competenti. Ora è importante che anche la comunità faccia sentire la propria voce. Chiediamo: la sospensione dei lavori in corso; una verifica trasparente sugli interventi realizzati; il rispetto della natura e delle caratteristiche originarie della riserva; il coinvolgimento dei cittadini nelle scelte che riguardano questo luogo. Il Bosco del Vaj non è solo “di qualcuno”: è di tutti noi. Firmare questa petizione significa difendere un pezzo di territorio, di memoria e di natura che rischia di andare perduto. Non restiamo indifferenti.”
Le immagini dei lavori, condivise online, alimentano il dibattito. Tratti di sentiero dove il fondo naturale lascia spazio a strutture consolidate: base in cemento, armature metalliche, pavimentazione in pietra già posata, canalizzazioni per l’acqua e scavi evidenti ai lati. Un cambiamento visibile, che per alcuni significa sicurezza, per altri snaturamento.

Le immagini dei lavori
Nei commenti, il tono è spesso netto. C’è chi parla di interventi “eccessivi”, chi li definisce uno “scempio”, chi invita a scrivere agli enti per fermare i lavori. Altri, più cauti, non contestano l’esigenza di intervenire ma mettono in discussione le modalità: “La cementificazione e la rimozione di massi potrebbero danneggiare l’ecosistema locale”, osserva un utente, proponendo soluzioni più leggere e compatibili con il contesto naturale.
A questo punto arriva la risposta dell’ente. E lo fa con una nota che entra nel merito degli interventi e del contesto in cui sono stati avviati: “L’Ente di gestione delle Aree protette del Po piemontese informa che sono stati avviati i Lavori di sistemazione idrogeologica della viabilità e rete sentieristica del Bosco del Vaj nell'ambito del Programma regionale FESR 21-27 nel comune di Castagneto Po.
Le opere si rendono necessarie anche a seguito dell’alluvione del 17 aprile 2025, che ha compromesso gravemente tratti di viabilità interna, in alcuni punti completamente portati via dal flusso d’acqua. Si tratta di danni che si inseriscono nel quadro ormai evidente della crisi climatica, con eventi meteorologici sempre più intensi e frequenti. Gli interventi programmati mirano a ripristinare e mettere in sicurezza la percorribilità dei sentieri, attraverso opere di sistemazione del dissesto idrogeologico rese indispensabili non solo dagli effetti delle piogge estreme, ma anche dall’incremento di pratiche ciclistiche, come il downhill, che contribuiscono ad accentuare, nei tratti a maggior pendenza, i fenomeni di erosione del suolo.
Le preoccupazioni riguardo ai lavori in corso, espresse in questi ultimi giorni da alcune persone tramite i canali social, si riferiscono in particolare alle tecniche di intervento attuate su un tratto limitato del Sentiero Natura, precisamente il suo avvio dalla strada comunale del Vaj. In quel punto, caratterizzato da pendenza elevata ed erosione significativa, si è reso necessario un intervento di consolidamento strutturale del sedime del sentiero: si tratta di un segmento di circa due metri di larghezza per una decina di metri di lunghezza, diversamente completamente impraticabile. L’intervento, che si accompagna alla regimazione delle acque meteoriche di scorrimento superficiale, si è reso indispensabile anche per prevenire il rischio che la strada comunale sottostante venisse danneggiata o interrotta dal deflusso di acqua e materiale sciolto, durante gli eventi meteorologici avversi.
Le criticità riscontrate hanno imposto quindi un’opera strutturale non più rinviabile, finalizzata alla stabilizzazione del versante, al miglioramento del deflusso delle acque e alla ricostruzione del tratto compromesso. Per quanto riguarda gli ulteriori tratti di sentieri oggetto di intervento, saranno utilizzate tecniche di ingegneria naturalistica in legno mentre, per le canaline trasversali che intercettano le acque meteoriche di scorrimento superficiale, sarà necessario l’impiego di pietra locale cementata al suolo per resistere quanto più possibile alla loro forza erosiva, senza compromettere per questo la funzionalità ecologica degli habitat naturali, come per altro accertato dagli uffici regionali preposti a concedere il finanziamento.
L’Ente di gestione delle Aree protette del Po piemontese desidera rassicurare coloro che hanno espresso preoccupazione: si sta operando affinché sicurezza, conservazione e fruibilità possano coesistere in modo equilibrato e sostenibile. L’Ente lancia altresì un appello a chi ama praticare il downhill, affinché aumenti la consapevolezza degli effetti erosivi che tale pratica genera nel Bosco, compromettendo stabilità di versanti e sentieri. Tutela e valorizzazione del patrimonio naturale si attuano attraverso l’impegno delle istituzioni e di coloro che ne fruiscono in maniera attenta e consapevole.”
L’Ente, nella sua nota, prova a circoscrivere il punto più contestato: il tratto iniziale del Sentiero Natura, circa dieci metri, dove — spiega — l’intervento strutturale è stato inevitabile a causa della forte pendenza e dell’erosione. Per il resto della rete, viene assicurato l’uso di tecniche di ingegneria naturalistica in legno, con interventi più contenuti.
Il nodo, però, resta tutto lì.
Non è solo una questione tecnica. È una questione di percezione e di fiducia. Perché il Bosco del Vaj non è vissuto come un’infrastruttura da sistemare, ma come un ambiente da preservare. E quando il cambiamento diventa visibile, il confine tra tutela e trasformazione si fa sottile.
La protesta è appena iniziata. Ma il punto ormai è chiaro: non si discute più solo dei lavori. Si discute di quale idea di bosco — e di futuro — si vuole difendere.
Edicola digitale
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.