AGGIORNAMENTI
Cerca
Attualità
29 Marzo 2026 - 14:41
Luciano Cannito
È iniziato tutto con un soprannome e un palco. Luciano Cannito, oggi tra i nomi più autorevoli della scena teatrale italiana, racconta un esordio che sa di destino: «Nella mia biografia risulta che sono nato professionalmente come danzatore, ma non è esatto: la mia prima esperienza lavorativa, l'ho fatta a teatro come attore. Con la mia famiglia ci eravamo trasferiti a Napoli; avevo 10 anni e per lo spettacolo 'Miseria e Nobiltà' stavano cercando un bambino nel ruolo di Peppeniello. Io non avevo l'accento napoletano ma dopo alcuni provini mi presero e in compagnia cominciarono a chiamarmi 'l'italiano'. È stato il mio primo impatto con il mondo del teatro, un amore immediato che non mi ha mai più lasciato e che ancora adesso mi emoziona».
Un inizio che non è solo un ricordo, ma la radice profonda di una carriera lunga quarant’anni, costruita tra danza, regia, coreografia e direzione artistica. Oggi Cannito è autore, regista, coreografo, presidente del Teatro Nazionale di Napoli, direttore artistico dell’Accademia di Arti Performative Art Village e dei teatri Alfieri e Gioiello di Torino. Un percorso che ha sempre avuto un unico filo conduttore: il teatro.
«Amo il teatro perché è una delle passioni più belle dell'essere umano, fortemente radicata nel nostro Dna e che stabilisce ogni volta rapporti emotivi con il pubblico - aggiunge Cannito - Il teatro, nonostante il dominio di cinema e tv, continua ad avere successo, a resistere; persino l'intelligenza artificiale, che può sostituire tutto, non potrà mai farlo con il teatro. Tra gli spettacoli amo soprattutto i musical per il loro linguaggio pop, perché parlano a platee vaste e uniscono la forza e la bellezza di musica, danza e recitazione».
Ed è proprio il musical il terreno su cui oggi si gioca la sua sfida più recente. Dopo aver girato tutta Italia, il suo spettacolo “Cantando sotto la pioggia” approderà al Teatro Brancaccio di Roma dal 15 al 26 maggio. «È uno dei musical più famosi della storia - spiega Luciano Cannito - Considerato un evergreen, è amato da tutte le generazioni, perché all'interno ha una serie di ingredienti che lo trasformano in un classico: un testo meraviglioso, canzoni stupende e una storia che ha meccanismi drammaturgici che fanno divertire il pubblico in modo speciale».
Lo spettacolo, tratto dal celebre film del 1952, riporta in scena la Hollywood degli anni Venti, nel momento delicato del passaggio dal cinema muto al sonoro. Una trasformazione che diventa occasione di comicità e spettacolo: «Il gioco della transizione dal cinema muto al sonoro permette di creare gag divertentissime e situazioni di grande comicità per uno spettacolo family, adatto a qualsiasi tipo di pubblico. Ogni canzone, poi, è un successo che tutti conoscono: basta sentire le prime note di Singin' in the rain che tutti cantano. C'è anche una coreografia iconica, grazie a un personaggio mitico come Gene Kelly che ha lasciato una traccia fondamentale nella storia della danza».
Ma prima del successo, prima delle grandi produzioni, c’è stata la danza, arrivata quasi per caso. «A 13 anni la danza è arrivata nella mia vita quasi per gioco - racconta Luciano Cannito - ma, avendo talento, ebbi subito un grande riscontro e feci carriera. Quando mancò mio padre dovetti iniziare a lavorare e lo feci all'estero in compagnie importanti che negli anni Ottanta erano la punta di diamante della storia della danza mondiale».
Un percorso che lo ha portato a collaborare con giganti della cultura e dello spettacolo come Carla Fracci, Maya Plisetskaya, Lucio Dalla, Mistilav Rostropovich, Roberto De Simone, Altan e Franco Zeffirelli. Un patrimonio di esperienza che oggi si traduce anche nella volontà di costruire futuro.
«Quando si ha tanta esperienza - confessa Cannito - è magnifico poter condividere pezzi della propria professione, realizzando cose nuove. È importante creare opportunità per nuovi giovani registi e autori e pianificare la crescita di un teatro, cercando di scardinare preconcetti e recependo l'interesse della gente con storie da condividere. Questo approccio sta funzionando, come dimostrano i due teatri di Torino dove siamo passati dagli 85mila spettatori ai 217mila in sole due stagioni».
Dal bambino “italiano” sul palco di Napoli al protagonista della scena culturale contemporanea, la storia di Luciano Cannito è quella di un amore che non si è mai spento. E che continua, sera dopo sera, ad accendersi sotto le luci del teatro.
Edicola digitale
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.