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Incidente stradale, il drone arriva prima dei soccorsi: così l’AI guida ambulanze e vigili del fuoco nei primi minuti

Test positivo per il sistema sviluppato dal MIT con l’Università: immagini in tempo reale e analisi automatica della scena

Vista, sviluppato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti insieme all’Università degli Studi di Bari Aldo Moro

Vista, sviluppato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti insieme all’Università degli Studi di Bari Aldo Moro

Un drone arriva prima dell’ambulanza e decide cosa fare: fantascienza? No, test reale. 

Un drone che arriva prima dei soccorritori e manda immagini in tempo reale per capire subito cosa è successo. Non è una simulazione teorica: è successo davvero a Bari, il 18 marzo 2026, durante il primo test operativo del progetto Vista, sviluppato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti insieme all’Università degli Studi di Bari Aldo Moro.

Il punto è semplice: guadagnare minuti. E nei soccorsi stradali i minuti fanno la differenza.

Durante la simulazione di incidente, il drone ha raggiunto rapidamente l’area, superando traffico e ostacoli. Dall’alto ha inviato immagini ai centri operativi, mentre i sistemi di intelligenza artificiale analizzavano la scena: veicoli coinvolti, presenza di persone, situazioni critiche. Tutto in tempo reale.

Non più interventi “alla cieca”. Ma una lettura immediata di ciò che sta accadendo.

È qui che entra in gioco la cosiddetta golden hour, la prima ora dopo l’incidente. Quella che spesso decide tutto: sopravvivenza, gravità delle lesioni, efficacia delle cure. Avere un quadro chiaro nei primi minuti significa indirizzare meglio i soccorsi, scegliere le priorità, ridurre i rischi anche per chi interviene.

Il progetto Vista aggiunge un altro elemento: la comunicazione diretta con le vittime. Il drone può fornire indicazioni, supporto, istruzioni. Un contatto immediato, quando ogni secondo pesa.

E poi c’è un aspetto meno visibile ma altrettanto rilevante: la documentazione. Le immagini raccolte permettono di ricostruire la dinamica dell’incidente in modo oggettivo, con possibili ricadute anche sul piano legale e assicurativo.

La sperimentazione, conclusa con esito positivo il 25 marzo 2026, ha coinvolto anche il 118, l’ASL di Bari, la Polizia Locale e associazioni impegnate nella sicurezza stradale. Un lavoro coordinato che nasce da un accordo firmato nel 2024.

La tecnologia, qui, non sostituisce i soccorritori. Ma cambia il modo in cui arrivano.

E allora la domanda è inevitabile: quanto tempo si può ancora perdere oggi, quando qualcuno dall’alto può già vedere tutto?

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