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Foreste, il Piemonte guida l’Europa: “Valgono più di quanto pensiamo”

Il Piemonte lancia modelli europei per lo sviluppo sostenibile

Foreste, il Piemonte guida l’Europa: “Valgono più di quanto pensiamo”

Foreste, il Piemonte guida l’Europa: “Valgono più di quanto pensiamo”

Le foreste alpine non sono solo un patrimonio naturale da proteggere, ma possono diventare una vera leva di sviluppo economico sostenibile. È il messaggio che arriva da Torino, dove sono stati presentati i risultati del progetto europeo Forest EcoValue, promosso dalla Regione Piemonte e coordinato da Finpiemonte.

Il nodo è chiaro: oggi una parte rilevante del valore delle foreste – dalla biodiversità all’assorbimento di CO₂, fino alla protezione dai rischi naturali – resta fuori dai meccanismi economici tradizionali. In altre parole, ciò che le foreste offrono alla collettività non viene ancora pienamente riconosciuto dal mercato.

Proprio su questo si è concentrato il progetto, sviluppato nell’ambito del programma Interreg Alpine Space e realizzato con partner di cinque Paesi alpini: Austria, Francia, Germania, Italia e Slovenia. Un lavoro che è stato presentato anche durante l’83° meeting del Comitato permanente della Convenzione delle Alpi, ricevendo attenzione e apprezzamento a livello internazionale.

Al centro del progetto ci sono i cosiddetti Living Lab, veri e propri laboratori territoriali in cui enti pubblici, imprese e operatori locali hanno sperimentato modelli concreti per valorizzare economicamente i servizi ecosistemici delle foreste. In Piemonte, il caso pilota della Valle Tanaro ha mostrato con chiarezza i limiti del sistema attuale: la sola produzione forestale copre circa il 60% dei costi di gestione. Per raggiungere un equilibrio economico, è necessario integrare nuove fonti di valore, come i crediti di carbonio, la tutela della biodiversità, il turismo e forme di collaborazione tra pubblico e privato.

È proprio questa la direzione indicata dall’assessore regionale Marco Gallo, che parla di un cambio di prospettiva ormai necessario: «Il Piemonte si conferma laboratorio d’Europa per la gestione del capitale naturale. Dobbiamo dare un valore economico concreto a ciò che la foresta offre alla collettività». Un passaggio che si lega anche ai numeri: oltre il 37% del territorio piemontese è coperto da boschi, uno dei dati più alti a livello nazionale.

Secondo Gallo, la sfida è trasformare la tutela ambientale in opportunità per le aree montane: «Proteggere la montagna oggi significa trasformare l’innovazione ambientale in occupazione e futuro per chi la vive». Un obiettivo che passa anche attraverso strumenti già avviati, come il registro regionale dei crediti di carbonio e il Cluster Legno, pensato per favorire la collaborazione tra imprese, ricerca e istituzioni.

Sulla stessa linea il direttore generale di Finpiemonte, Mario Alparone, che sottolinea il cambio di paradigma introdotto dal progetto: «Siamo affezionati al concetto di valore perché sposta l’attenzione dal volume delle risorse ai risultati che si producono. Con Forest EcoValue abbiamo dimostrato che è possibile trasformare il valore ambientale delle foreste in opportunità concrete per i territori».

Tra le priorità emerse ci sono il rafforzamento dei mercati legati a carbonio e biodiversità, lo sviluppo di modelli di finanziamento misti pubblico-privati e la diffusione su scala più ampia delle soluzioni sperimentate.

Il progetto si inserisce così in una visione più ampia, in cui la cooperazione europea diventa uno strumento operativo per coniugare tutela ambientale, sviluppo economico e finanza verde. Un percorso che guarda al futuro delle aree montane e che punta a trasformare il capitale naturale in una risorsa concreta, capace di generare valore, occupazione e sostenibilità.

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