Cerca

attualità

E' di Mezzenile il “minder” che accompagna i campioni di Trial sul tetto del mondo

Fabrizio Moretto da pilota a allenatore di campioni nel Trial internazionale; il minder mezzenilese racconta oltre vent’anni di gare, trasferte e giovani talenti portati ai vertici

Fabrizio Moretto con la campionessa Sofia Rabino

Fabrizio Moretto con la campionessa Sofia Rabino

C’è chi nel Trial sale sul podio e chi, lontano dai riflettori, lavora perché quel podio diventi possibile. Fabrizio Moretto, mezzenilese doc, fabbro di professione, appartiene alla seconda categoria. Da oltre vent’anni vive il mondo delle gare tra paddock, zone e trasferte in giro per il mondo, costruendo risultati importanti nel ruolo di tecnico, allenatore e minder.

Il percorso di Moretto nasce come pilota, anche se lui stesso ha sempre raccontato di non aver avuto molto tempo per allenarsi a causa del lavoro. Nonostante questo, riuscì comunque a togliersi qualche soddisfazione, arrivando a chiudere una stagione al quarto posto nel Master. La passione per il Trial però lo portò a restare in questo ambiente, cambiando prospettiva: da pilota a guida, da protagonista in gara a punto di riferimento dietro le quinte.

Fabrizio Moretto

Nel 2004 diventa Tecnico Federale e inizia a seguire diversi piloti, tra cui Alessandro Bauce, Andrea Vaccaretti e Michele Orizio, con i quali affronta Campionati italiani, europei e mondiali. Negli anni successivi affianca anche Francesco Iolitta e Diego Bosis, accumulando esperienza e consolidando un ruolo sempre più importante nel paddock.

La svolta arriva nel 2009, quando inizia la collaborazione con Matteo Grattarola. Con lui prende forma un percorso destinato a lasciare il segno. Dal 2009 al 2017 Moretto lo segue in un periodo ricco di risultati, fra titoli italiani, il campionato europeo vinto in Olanda e piazzamenti di grande rilievo nel Mondiale, con quinti e sesti posti assoluti. Moretto ricorda come tra loro ci fosse un affiatamento particolare, costruito gara dopo gara, più sul campo che in allenamento, basato sulla fiducia e sulla capacità di capirsi al volo, qualità fondamentale in una disciplina dove precisione e scelte rapide fanno la differenza.

Moretto e Matteo Grattarola in sella alla moto

Nel 2017 decide di fermarsi. Si prende tre anni di pausa, lontano dalle gare. In questo periodo arrivano diverse proposte e il richiamo del campo non tarda ad arrivare. La svolta decisiva avviene con l’invito a cena da parte della famiglia Rabino, insieme allo stesso Grattarola. Si apre così la strada a una nuova avventura, che lo vede protagonista per seguire la giovane promessa Sofia Rabino.

Dall’inverno 2021 riparte un nuovo percorso con Sofia. All’inizio un solo giorno di allenamento a settimana, nel doposcuola, tra le zone del Pinerolese. Il lavoro è costante, tecnico e mentale, con risultati che arrivano presto. Qui Moretto si rende conto che con i giovani non conta solo l’aspetto sportivo, ma servono fiducia, presenza e anche un rapporto umano forte, quasi familiare.

Nel 2022 Sofia Rabino conquista il Campionato Italiano e sale sul terzo gradino del podio mondiale, poi nel 2023, gli allenamenti diventano due a settimana e nel 2024 arriva un altro terzo posto nel Mondiale. Il salto definitivo è nel 2025, con il secondo posto nel Campionato del Mondo nella massima categoria e il primo posto al Trial delle Nazioni a squadre, oltre al dominio in Italia per tutta la stagione.

Nel Trial la figura del minder, o “seguidores”, è fondamentale. È colui che segue il pilota nelle zone, studia le traiettorie, suggerisce le linee migliori, interviene in caso di caduta e, se necessario, diventa anche meccanico. Nelle gare mondiali, infatti, solo il pilota o il minder possono mettere mano alla moto. Le competizioni possono durare anche sei ore, tra passaggi estremamente tecnici e continui spostamenti. Serve resistenza, lucidità e grande esperienza.

Moretto ha preso parte a 22 edizioni del Trial delle Nazioni, di cui 20 outdoor e 2 indoor, un numero che racconta meglio di qualsiasi definizione il suo legame con questo sport e testimonia la passione e la tenacia che lo hanno portato a raggiungere questi risultati.

Trasferte negli Stati Uniti, in Inghilterra, Giappone, Spagna, Portogallo, Lettonia, con partenze il martedì e rientri la settimana successiva. Il lavoro comincia molto prima della gara, con giorni interi passati nel paddock a montare, controllare e preparare le moto. Ricorda ancora gli scatoloni che arrivavano dalla casa costruttrice con il suo nome accanto a quello del pilota, e dentro la moto completamente da assemblare. Ore di lavoro, perché nulla può essere lasciato al caso.

Il culmine di un percorso costruito senza mai perdere la motivazione degli inizi, quella che lo portava a caricare i ragazzi sul furgone, nella periferia di Torino, per accompagnarli ad allenarsi in vallata, da cui sono poi emersi anche campioni del mondo come Lorenzo Gandola.

Moretto non ha mai nascosto che le energie spese sono state tantissime, ma vedere un ragazzo salire sul podio ripaga di ogni sacrificio. Ed è forse questo il senso più vero della sua storia. Lavorare nell’ombra, senza clamore, per aiutare qualcun altro ad arrivare in cima.

Fabrizio Moretto con i campioni Sofia Rabino e Matteo Grattarola

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori