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Grugliasco, ascensori ko da 5 mesi: anziani e disabili “prigionieri” nelle case popolari

Nallo (Italia Viva) attacca la Regione: “Propaganda sui social, ma i più fragili restano bloccati ai piani alti. Marrone assente, diritti calpestati”

Grugliasco, ascensori ko da 5 mesi: anziani e disabili “prigionieri” nelle case popolari

Grugliasco, ascensori ko da 5 mesi: anziani e disabili “prigionieri” nelle case popolari

Cinque mesi. Non cinque giorni, non cinque settimane. Cinque mesi senza poter uscire di casa. Senza poter scendere le scale. Senza poter vivere.

Succede a Grugliasco, negli stabili ATC di via Napoli e via Podgora, dove gli ascensori sono fuori uso da dicembre e i cantieri sembrano non finire mai. Qui, anziani e persone con disabilità non sono semplicemente in difficoltà: sono intrappolati. Prigionieri ai piani alti delle case popolari.

A portare il caso in Consiglio regionale è la consigliera Vittoria Nallo (Italia Viva – Stati Uniti d’Europa), con un’interrogazione che è anche un atto d’accusa politico preciso. “Non è un disagio – dice – è una violenza. Si stanno negando diritti fondamentali a chi ha meno strumenti per difendersi”.

La fotografia è brutale: persone che rinunciano a uscire, che saltano visite mediche, che dipendono completamente da altri anche per le necessità più banali. Una quotidianità che si restringe fino a diventare isolamento forzato. “L’autonomia non è un lusso – insiste Nallo – è dignità. E qui viene calpestata ogni giorno”.

E mentre nei palazzi la vita si ferma, la politica – secondo la consigliera – racconta un’altra storia. Nel mirino finisce l’assessore regionale alle Politiche della casa, Maurizio Marrone. “È sempre presente quando c’è da fare comunicazione – attacca – tra video patinati e narrazioni autocelebrative. Ma quando c’è da risolvere problemi veri, scompare”.

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Il nodo degli ascensori è emblematico: collaudi che si trascinano da mesi, interventi che non arrivano a conclusione, tempi che si dilatano senza spiegazioni convincenti. “È impensabile – incalza Nallo – che un collaudo vada avanti da dicembre. Nel frattempo le persone restano bloccate in casa, private della loro autonomia e con la salute messa a rischio”.

La risposta della Giunta regionale, però, non placa le polemiche. Anzi. “È deludente e offensiva – affonda la consigliera –. Il solito scaricabarile: ATC è solo uno dei proprietari, i cantieri subiscono rallentamenti, ci sono stati furti di materiali. Ma ai cittadini queste spiegazioni non cambiano la vita. Restano chiusi in casa”.

Un rimpallo di responsabilità che, secondo Nallo, diventa una forma di deresponsabilizzazione politica. “Quando si governa, si risponde. Non ci si nasconde dietro le competenze frammentate”.

E poi c’è il tema delle risorse, usato – secondo l’opposizione – come scudo comunicativo. “Si continuano a sbandierare 60 milioni di euro di investimenti – sottolinea – ma la realtà è che oggi, nel 2026, ci sono persone fragili segregate in casa per mesi. Questo è il risultato concreto”.

Non convince neppure la soluzione tampone proposta: il supporto della Croce Bianca per il trasporto dei residenti. “È una toppa che non regge – taglia corto Nallo –. Quel servizio è pensato per emergenze o terapie, non per garantire una vita normale. Qui si sta negando il diritto alla mobilità quotidiana, alla socialità, all’aria aperta”.

Il punto, allora, diventa più ampio. Non solo manutenzione, non solo burocrazia. Ma una questione di priorità politiche. “Se davvero al centro ci fossero le persone – conclude – queste situazioni non durerebbero mesi. Qui invece si interviene tardi, male e senza assumersi responsabilità”.

Intanto, nei palazzi ATC di Grugliasco, le porte restano chiuse. Non per scelta, ma per impossibilità. E ogni giorno che passa pesa come un altro gradino impossibile da scendere.

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