AGGIORNAMENTI
Cerca
Attualità
23 Marzo 2026 - 16:00
Referendum fantasma nel piccolo comune del Canavese: neve e isolamento cancellano il voto
Ci sono numeri che raccontano più di una percentuale. A Ribordone, piccolo comune incastonato tra le montagne del Canavese, il referendum si è trasformato in una non-consultazione. Non per disinteresse, ma per impossibilità. L’affluenza si è fermata al 36,59%, il dato più basso dell’intero territorio e tra i più bassi in assoluto.
Un risultato che, letto così, potrebbe sembrare il segnale di una disaffezione profonda. Ma basta guardare oltre il numero per capire che la realtà è diversa. A Ribordone, il voto è stato ostacolato da condizioni concrete: isolamento, neve e collegamenti difficili.
Il paese conta appena 43 abitanti. Un numero che già di per sé racconta la fragilità di queste realtà montane. Ma nel fine settimana del voto, la situazione si è complicata ulteriormente. Una nevicata intensa ha lasciato a terra circa 40 centimetri di neve, rendendo impraticabile la strada provinciale 49 verso Talosio, l’arteria principale per raggiungere il seggio.
Gli aventi diritto al voto sono 41, ma alle urne sono andati solo in 15. Ed ha pure vinto il SI' con 9 voti.
Per molte borgate, soprattutto quelle più distanti dal capoluogo, uscire di casa e arrivare al seggio è diventato semplicemente impossibile. Non una scelta, ma un limite fisico. Il risultato è che una parte della popolazione è rimasta di fatto esclusa dal voto, in una consultazione che, almeno sulla carta, avrebbe dovuto coinvolgere tutti.
Dal Comune spiegano di aver fatto tutto il possibile. “Abbiamo attivato tutte le risorse disponibili e segnalato immediatamente la gravità della situazione agli enti competenti. Tecnicamente non potevamo fare di più”. Una dichiarazione che fotografa i limiti operativi di un piccolo ente locale di fronte a condizioni eccezionali.
Il caso di Ribordone non è isolato, ma rappresenta una sintesi estrema delle difficoltà che vivono molti piccoli comuni montani. Luoghi in cui i servizi sono ridotti, i collegamenti incerti e la popolazione sempre più anziana.

Non è un caso che, secondo i dati Istat, Ribordone sia indicato come il comune più povero del Canavese. Un dato economico che si intreccia con quello demografico e infrastrutturale, creando un quadro complesso. A rendere ancora più evidente il divario è il confronto con gli altri comuni del territorio. Mentre Ribordone si fermava poco sopra il 12%, centri come Salerano, Cascinette, Strambinello e Vidracco superavano il 50% di affluenza.
Una distanza che non è solo numerica, ma che racconta due realtà diverse: da un lato i centri più accessibili, dall’altro le aree interne dove anche un semplice gesto come votare può diventare un ostacolo. Tra i comuni con affluenze basse, si segnalano anche Ingria e Frassinetto, rispettivamente al 22,22% e al 23,33%. Ma il dato di Ribordone resta un caso a parte, quasi un simbolo.
Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale Mauro Fava, che ha sottolineato la necessità di affrontare il problema in modo strutturale. “Serve una progettualità per la protezione e il rilancio dei piccoli comuni montani”, ha dichiarato, evidenziando come episodi simili non possano essere considerati eccezioni.
Il nodo, infatti, non è solo l’emergenza neve. È la condizione strutturale di isolamento che caratterizza molte aree montane. La difficoltà di accesso ai servizi, la carenza di infrastrutture, la progressiva riduzione della popolazione.
Il referendum, in questo caso, diventa un indicatore di queste criticità. Non tanto per il risultato, quanto per la possibilità stessa di partecipare. E mentre in alcune realtà si discute di disaffezione al voto, a Ribordone il problema è stato più semplice e più radicale: non poter votare.
Nel resto del Canavese, la giornata ha raccontato anche storie diverse. Come quella di Maria Deandrea, professoressa classe 1924, che a Barone Canavese si è recata alle urne a pochi mesi dal compimento dei 102 anni. Un gesto che rappresenta, in modo opposto, il valore della partecipazione. Due immagini che convivono nello stesso territorio: da una parte chi non può votare, dall’altra chi lo fa nonostante l’età.
In mezzo, la realtà di un sistema che deve fare i conti con le differenze territoriali. Ribordone, con il suo 12,20%, non è solo un dato statistico. È una domanda aperta su cosa significhi oggi garantire davvero il diritto di voto, soprattutto nelle aree più fragili del Paese.
Edicola digitale
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.