AGGIORNAMENTI
Cerca
Medicina
23 Marzo 2026 - 14:34
Diabete e celiachia, il Piemonte punta sulla prevenzione: nuovi test gratuiti per i bambini di 6 anni
Una svolta nella prevenzione pediatrica, con un obiettivo chiaro: intercettare le malattie prima che si manifestino. Il Piemonte si prepara a introdurre, entro l’estate, nuovi test gratuiti per individuare precocemente diabete mellito di tipo 1 e celiachia nei bambini di sei anni. Un passo che amplia il sistema di screening già esistente e che punta a colmare una lacuna importante nella diagnosi delle patologie autoimmuni dell’infanzia.
Non si tratta di un’estensione automatica dello screening neonatale, ma di una nuova strategia. A differenza del test obbligatorio effettuato nei primi giorni di vita – il cosiddetto screening neonatale esteso, che consente di individuare decine di malattie rare attraverso un prelievo dal tallone – questi nuovi controlli saranno volontari e destinati a una fascia d’età più avanzata. Il prelievo, inoltre, avverrà dal braccio, secondo modalità più tradizionali.
La novità, però, non sta solo nella tecnica, ma nell’approccio. Per la prima volta, la sanità regionale introduce un sistema strutturato di controllo su due patologie che spesso si sviluppano in modo silenzioso, senza segnali evidenti nelle fasi iniziali.
Il punto centrale è proprio questo: la difficoltà della diagnosi precoce. Diabete di tipo 1 e celiachia condividono infatti alcuni meccanismi immunologici e possono rimanere a lungo nascosti, manifestandosi solo quando la malattia è già in una fase avanzata.
A spiegare il senso dell’iniziativa è la professoressa Franca Fagioli, direttrice del Dipartimento Patologia e Cura del Bambino del Regina Margherita di Torino: l’obiettivo è individuare i bambini a rischio attraverso la ricerca di autoanticorpi specifici nel sangue. Si tratta di marcatori che possono indicare la presenza della malattia o una predisposizione a svilupparla.
In altre parole, non si cerca la patologia conclamata, ma i segnali che la precedono. Un cambiamento di prospettiva che consente di intervenire prima che compaiano i sintomi, aprendo la strada a un monitoraggio più attento e a eventuali interventi mirati.
Nel caso del diabete di tipo 1, questo significa ridurre il rischio di esordi improvvisi e pericolosi, come la chetoacidosi diabetica, una complicanza acuta che può mettere a rischio la vita del bambino. Individuare la malattia nelle fasi iniziali permette invece di preparare le famiglie e di gestire la situazione in modo più controllato.
Per quanto riguarda la celiachia, il beneficio è altrettanto rilevante. Molti casi, infatti, restano non diagnosticati per anni perché i sintomi sono lievi o atipici. Eppure, anche in assenza di segnali evidenti, la malattia può provocare conseguenze importanti: deficit nutrizionali, ritardi nella crescita, anemia o problemi alla densità ossea.
Una diagnosi precoce consente invece di intervenire subito con una dieta priva di glutine, l’unico trattamento efficace, evitando complicanze e migliorando rapidamente la qualità della vita.
Il progetto si inserisce in una rete regionale articolata, che coinvolge i principali centri ospedalieri del Piemonte. Oltre al Regina Margherita di Torino, saranno coinvolte le aziende ospedaliere di Alessandria, Novara e Cuneo, insieme ai servizi territoriali e ai centri vaccinali.
Un sistema che punta a garantire capillarità e accesso diffuso, ma che si regge anche su un altro elemento chiave: il ruolo dei pediatri di libera scelta. Saranno loro a rappresentare il primo punto di contatto con le famiglie, promuovendo l’adesione allo screening e accompagnando i bambini nel percorso di monitoraggio.

Non solo medici, ma anche mediatori culturali, chiamati a spiegare l’importanza della prevenzione in un contesto in cui, spesso, l’assenza di sintomi porta a sottovalutare il rischio. È proprio qui che si gioca una delle sfide principali del progetto. Convincere le famiglie a sottoporre i propri figli a un test quando tutto sembra andare bene non è scontato. Eppure, è proprio in questi casi che lo screening può fare la differenza. La prevenzione, infatti, funziona quando anticipa il problema, non quando lo rincorre. E nel caso delle malattie autoimmuni infantili, questo principio assume un valore ancora più forte.
Il Piemonte si muove in linea con le indicazioni del Piano nazionale della prevenzione, che punta a rafforzare gli strumenti di diagnosi precoce e a ridurre l’impatto delle patologie croniche sul sistema sanitario. Un investimento che guarda al lungo periodo, con l’obiettivo di migliorare non solo gli esiti clinici, ma anche la sostenibilità del sistema.
Perché individuare una malattia in fase iniziale significa ridurre ricoveri, complicanze e costi sanitari. Ma significa anche, e soprattutto, migliorare la vita delle persone. Il progetto rappresenta quindi una delle più recenti evoluzioni della sanità pubblica, sempre più orientata verso modelli preventivi e personalizzati. Un cambio di paradigma che sposta l’attenzione dalla cura alla anticipazione della malattia.
Resta ora da vedere quale sarà la risposta delle famiglie e quanto il sistema riuscirà a coinvolgere la popolazione. Ma il segnale è chiaro: la prevenzione, oggi, non è più un’opzione, ma una strategia. E nel caso di diabete e celiachia, due malattie che possono rimanere invisibili per anni, la possibilità di intervenire in anticipo rappresenta una svolta concreta.
Edicola digitale
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.