AGGIORNAMENTI
Cerca
Attualità
19 Marzo 2026 - 14:30
“Pedali Sociali”, Torino punta sulla bici nei quartieri popolari: oltre 350 nuovi posti e corsi gratuiti
La mobilità sostenibile entra nei quartieri popolari di Torino con un progetto concreto, fatto di infrastrutture, formazione e coinvolgimento diretto dei cittadini. Si chiama “Pedali Sociali” ed è l’iniziativa lanciata dal Comune di Torino insieme all’Agenzia Territoriale per la Casa (ATC) del Piemonte Centrale e a FIAB Torino Bike Pride, con l’obiettivo di rendere la bicicletta un’alternativa reale all’auto anche nei contesti di edilizia residenziale pubblica.
Il progetto, finanziato dal bando “Bici in comune” del Ministero per lo Sport e i Giovani, con il supporto del Dipartimento per lo Sport, di Sport e Salute S.p.A. e dell’ANCI, prevede un programma articolato che si concluderà entro il 2027. Tra le azioni principali: un percorso di co-progettazione con i residenti, attività di sensibilizzazione e formazione, ma anche la realizzazione di oltre 350 posti bici tra spazi coperti e scoperti.
L’iniziativa coinvolge cinque complessi di edilizia sociale distribuiti in diverse zone della città, dalle aree della Circoscrizione 5 (tra corso Grosseto, via Sospello e via Villar) al centro storico in Circoscrizione 1, fino alla Circoscrizione 2 in corso Salvemini. Contesti dove spesso mancano spazi adeguati per il parcheggio delle biciclette e aree comuni sicure.
L’obiettivo è duplice: da un lato incentivare l’uso della bici come mezzo economico e sostenibile, dall’altro rafforzare la partecipazione e il senso di comunità tra gli abitanti. «Con ‘Pedali Sociali’ interveniamo per rendere la mobilità ciclabile una possibilità reale anche nei contesti in cui oggi è meno accessibile. Non si tratta solo di realizzare nuovi posti bici, ma di costruire insieme alle persone residenti un cambiamento concreto nelle abitudini quotidiane» spiega l’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta. «La bicicletta è uno strumento di autonomia, salute e inclusione».

Il progetto punta anche su attività pratiche e formative, affidate a FIAB Torino Bike Pride: laboratori di ciclomeccanica, corsi per imparare ad andare in bicicletta – con particolare attenzione alle donne – e incontri per promuovere una guida sicura. Prevista anche la distribuzione di biciclette ai partecipanti ai percorsi formativi.
Un’iniziativa che, come sottolinea il vicepresidente di ATC, Fabio Tassone, va oltre il tema della mobilità: «favorisce l’inclusione sociale, creando occasioni di incontro e partecipazione per gli abitanti e stimolando il senso di appartenenza e cura degli spazi pubblici».
Alla base del progetto c’è anche un dato sociale: secondo ISFORT, in Italia le persone con redditi più bassi utilizzano meno la bicicletta, non solo per carenze infrastrutturali ma anche per una percezione culturale negativa del mezzo. «È importante valorizzare questo mezzo, efficiente, economico e utile a mantenere uno stile di vita sano e attivo» sottolinea Ammj Traore, presidente di FIAB Torino Bike Pride.
I primi appuntamenti sono già in calendario tra il 20 e il 29 marzo in diverse aree della città, con laboratori, incontri e attività pratiche aperte ai residenti.
“Pedali Sociali” si presenta così come un progetto pilota, destinato a essere replicato in altri quartieri, con l’ambizione di trasformare la bicicletta da alternativa marginale a scelta quotidiana, accessibile e condivisa.

Edicola digitale
I più letti
Ultimi Video
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.