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19 Marzo 2026 - 12:49
Pronto soccorso, nasce il “Codice Argento”: corsia preferenziale per gli anziani fragili
Il pronto soccorso cambia volto per adattarsi a una realtà che non può più essere ignorata: l’Italia invecchia, e con essa cambiano i bisogni sanitari. Al Mauriziano di Torino prende forma una risposta concreta a questa trasformazione, con l’introduzione del “Codice Argento”, un percorso dedicato agli anziani fragili che punta a rivoluzionare l’approccio all’emergenza per una delle categorie più vulnerabili della popolazione.
Non si tratta di un semplice codice colore in più, ma di un modello organizzativo che riconosce una verità spesso sottovalutata: un paziente anziano non è un paziente “come gli altri”. Fragilità clinica, disturbi cognitivi, comorbilità e condizioni sociali complesse richiedono tempi, competenze e spazi diversi.
Il Codice Argento nasce proprio da questa consapevolezza. Viene assegnato già in fase di triage ai pazienti con più di 75 anni che presentano segnali di vulnerabilità, come demenza, disorientamento, patologie multiple o difficoltà funzionali. Da quel momento si attiva un percorso dedicato, che consente una presa in carico più rapida e mirata, evitando lunghe attese in barella e riducendo il rischio di complicazioni.
Dietro questa scelta c’è un dato evidente: il pronto soccorso è sempre più frequentato da anziani, e non si tratta solo di numeri, ma di complessità clinica. Al Mauriziano, tra gennaio e agosto 2025, gli over 75 hanno rappresentato oltre un quarto degli accessi, ma con un tasso di ricovero che supera il 27%, più del triplo rispetto ai pazienti più giovani.
Un divario che racconta molto più di una semplice differenza anagrafica. Nei pazienti ultraottantenni, infatti, sono frequenti quadri complessi: episodi di delirium, disorientamento, necessità di assistenza continua. Più della metà arriva in ospedale in ambulanza, segno di condizioni già critiche al momento dell’accesso.

In questo contesto, il pronto soccorso tradizionale rischia di diventare un ambiente ostile. Attese prolungate, rumore, stress e cambiamenti improvvisi possono peggiorare rapidamente le condizioni di un anziano fragile. È qui che interviene il Codice Argento, con l’obiettivo di trasformare l’esperienza di cura.
“Il paziente anziano fragile ha bisogni diversi — spiega Domenico Vallino, direttore del Dipartimento di Emergenza e Urgenza —. Spesso i sintomi sono meno specifici, ma il rischio di complicanze è molto più alto. Con questo percorso possiamo identificarli subito, ridurre i tempi di permanenza e garantire ambienti più adeguati”.
Uno degli elementi centrali del nuovo sistema è la presenza costante di medici geriatri, attivi 24 ore su 24. Una scelta non scontata, che rappresenta un unicum nel panorama regionale. La collaborazione tra medici dell’emergenza e specialisti in geriatria consente una valutazione più approfondita e personalizzata, capace di andare oltre il sintomo immediato.
Accanto ai medici, entra in gioco anche la figura dell’infermiere di processo, il cosiddetto “flussista”, che coordina il percorso del paziente all’interno del pronto soccorso, evitando rallentamenti e passaggi inutili.
Il Codice Argento non si esaurisce però nell’emergenza. Uno dei suoi punti di forza è la continuità assistenziale, garantita attraverso un follow-up specialistico dopo la dimissione. Un aspetto cruciale, perché molti anziani tornano in pronto soccorso nel giro di poche settimane, spesso per problemi che potrebbero essere gestiti in modo diverso.
In questo senso, il Mauriziano non parte da zero. Già nel 2019 aveva avviato un’esperienza pionieristica con l’ambulatorio di rivalutazione geriatrica post-pronto soccorso, il primo in Italia. Una struttura pensata per monitorare i pazienti dimessi e ridurre il rischio di accessi ripetuti.
I risultati parlano chiaro: nel 2025, oltre cento pazienti sono stati seguiti, con un’età media di 85 anni. La revisione delle terapie ha portato a una riduzione del 18% dei farmaci prescritti, migliorando l’appropriatezza e limitando i rischi legati alla polifarmacoterapia.
Un dato che evidenzia un altro aspetto spesso trascurato: negli anziani, la cura non è solo questione di diagnosi, ma anche di equilibrio tra trattamenti, qualità della vita e sostenibilità.
L’introduzione del Codice Argento si inserisce in un quadro demografico che parla chiaro. Torino, come molte città italiane, presenta un indice di vecchiaia elevato, con una popolazione sempre più anziana e bisognosa di assistenza sanitaria complessa.
“L’invecchiamento richiede modelli nuovi — sottolinea Franca Dall’Occo, direttore generale dell’ospedale —. Non possiamo più pensare a un sistema unico per tutti. Serve capacità di adattamento, integrazione tra competenze e attenzione alla continuità delle cure”.
Un concetto ribadito anche dall’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, che definisce il progetto una risposta concreta ai cambiamenti in atto. “Integrare la geriatria nel percorso di emergenza significa migliorare la qualità delle cure e ridurre i tempi di attesa per i pazienti più fragili”.
Ma oltre alle dichiarazioni, resta una sfida concreta: rendere sostenibile nel tempo un modello che richiede risorse, personale e organizzazione. Il rischio, in assenza di investimenti adeguati, è che l’innovazione resti confinata a esperienze isolate.
Al Mauriziano, però, la direzione sembra tracciata. Il Codice Argento rappresenta un passo avanti verso una sanità più attenta alle fragilità, capace di adattarsi a una popolazione che cambia.
Non è solo una questione di efficienza, ma di visione. Perché il pronto soccorso, spesso percepito come il luogo dell’urgenza e dell’imprevisto, diventa sempre più anche il punto di ingresso di una presa in carico complessa, soprattutto per gli anziani.
E in un Paese che invecchia, la vera emergenza non è solo curare, ma farlo nel modo giusto.
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