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Muore a 64 anni volontaria della Croce Rossa di Chivasso: il vuoto lasciato da Graziella Alberto

Insegnante e volontaria, una presenza discreta ma fondamentale

Muore a 64 anni volontaria della Croce Rossa di Chivasso: il vuoto lasciato da Graziella Alberto

Muore a 64 anni volontaria della Croce Rossa di Chivasso: il vuoto lasciato da Graziella Alberto

Aveva scelto di mettersi al servizio degli altri, senza rumore. E ora la sua assenza pesa come una crepa improvvisa dentro una comunità che si accorge, tutta insieme, di quanto fosse indispensabile.

A Casalborgone è morta Graziella Alberto, 64 anni, volontaria della Croce Rossa e per anni presenza costante anche nella sede di Chivasso. La notizia della sua scomparsa, avvenuta improvvisamente, si è diffusa in poche ore, lasciando incredulità e un dolore che attraversa volontari, colleghi e cittadini.

A raccontare chi fosse davvero è anche il messaggio della Croce Rossa: «Con grande tristezza salutiamo la nostra volontaria Graziella della Delegazione CRI di Casalborgone, venuta a mancare improvvisamente. Aveva iniziato il suo percorso con noi partecipando alla serata di presentazione del corso per aspiranti volontari del 9 ottobre 2025. Dopo aver superato l’esame del corso di accesso era diventata volontaria effettiva, scegliendo con grande generosità di mettere il suo tempo e le sue energie al servizio degli altri».

Non una presenza occasionale, ma una scelta precisa. Nel quotidiano della sede, lontano dai riflettori, Graziella Alberto aveva trovato il suo modo di essere utile. «Con discrezione e dedizione preferiva dare il suo contributo nelle attività di normale amministrazione presso il centralino della sede, un ruolo spesso silenzioso ma fondamentale per il funzionamento della delegazione», ricordano ancora i volontari.

Parole che non sono una formula di circostanza. Perché è proprio lì, nei ruoli meno visibili, che si misura la tenuta di un’organizzazione. E lì lei c’era. Sempre.

Chi l’ha incontrata parla di una presenza costante, affidabile. «La ricorderemo per la sua disponibilità, il suo senso del dovere e per il sorriso con cui accoglieva chiunque entrasse o telefonasse in sede». Un modo di stare dentro la comunità che non ha bisogno di titoli.

Non era solo volontaria. Graziella Alberto aveva insegnato alla scuola media, lasciando un segno anche tra studenti e colleghi. Due percorsi diversi, uniti dallo stesso filo: la cura degli altri, ogni giorno, senza retorica.

Nel messaggio della Croce Rossa di Chivasso e Casalborgone c’è anche l’abbraccio alle famiglie Alberto e Gaiato, strette in queste ore da un dolore che non si può alleggerire con le parole. «Ciao Graziella, grazie per il bene che hai fatto alla nostra comunità».

I funerali si sono svolti nel pomeriggio di martedì 17 marzo nella chiesa di San Carlo Borromeo a Casalborgone.

Oggi restano il marito Andrea Gaiato, i figli Luca e Lorenzo con Martina e Sveva, la suocera Ines e la nipote Daniela.

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