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Carta del docente ridotta, scatta l’allarme: “Così si penalizza la scuola”

La consigliera regionale Laura Pompeo (Pd) chiede l’intervento della Regione: “Meno risorse e più limiti per la formazione degli insegnanti”

Carta del docente ridotta, scatta l’allarme: “Così si penalizza la scuola”

Carta del docente ridotta, scatta l’allarme: “Così si penalizza la scuola”

La riduzione delle risorse della Carta del docente e i nuovi vincoli sull’utilizzo dei fondi accendono il dibattito anche in Piemonte. A intervenire è la consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo, che ha presentato un’interrogazione in Consiglio regionale per chiedere alla Giunta quali misure intenda adottare a sostegno della formazione degli insegnanti.

Al centro delle critiche c’è il taglio dell’importo destinato ai docenti: per l’anno scolastico 2025-2026 la Carta scende a 383 euro, rispetto ai 500 euro originariamente previsti. Una riduzione che, secondo Pompeo, rappresenta «un segnale preoccupante per il sistema dell’istruzione e per la qualità della didattica».

Non solo. Le recenti modifiche normative hanno trasformato l’importo da quota garantita a tetto massimo, introducendo inoltre nuovi limiti nell’utilizzo delle risorse. In particolare, l’acquisto di strumenti tecnologici – come hardware e software – sarà consentito solo al momento della prima erogazione e poi con una cadenza quadriennale.

«Si tratta di una scelta che rischia di penalizzare fortemente i docenti – sottolinea Pompeo – proprio mentre l’aggiornamento delle competenze digitali è fondamentale per una didattica efficace e al passo con i tempi». La consigliera evidenzia come la Carta non riguardi soltanto il digitale, ma rappresenti uno strumento più ampio, utilizzato per l’acquisto di libri, corsi di formazione, master e percorsi di aggiornamento professionale.

Secondo l’esponente dem, il ridimensionamento della misura rischia di avere conseguenze dirette sulla qualità del sistema scolastico. «La Carta del docente ha rappresentato negli anni un presidio importante per la formazione continua e per l’innovazione didattica. Ridurne la portata, senza prevedere misure compensative, significa scaricare sui docenti il costo del proprio aggiornamento».

Un aspetto che si inserisce in un quadro già critico, caratterizzato da stipendi tra i più bassi in Europa per il personale scolastico. In questo contesto, sottolinea Pompeo, anche le eventuali risorse destinate alle scuole per dotazioni condivise non possono sostituire una disponibilità individuale, flessibile e immediata.

Con l’interrogazione, la consigliera chiede alla Regione se sia a conoscenza delle modifiche introdotte e se intenda attivare o rafforzare misure regionali di sostegno alla formazione, anche attraverso i fondi del Programma FSE+ 2021-2027. Tra le richieste anche quella di avviare un confronto con il Governo per garantire strumenti «più adeguati e stabili».

«È necessario intervenire – conclude Pompeo – per non compromettere la qualità dell’insegnamento e le opportunità formative degli studenti». Una posizione che riporta al centro del dibattito il tema degli investimenti sulla scuola e sul ruolo strategico della formazione degli insegnanti.

Regione Piemonte | Laura Pompeo: Da Moncalieri alla Regione Piemonte, un  percorso di impegno e sinergie. - Chieri Magazine

Laura Pompeo

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