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Neve record e valanghe: Piemonte sotto pressione, evacuazioni nel Biellese

Slavina sul Monte Barone, allarme sulle Alpi settentrionali. Oltre 70 persone allontanate per sicurezza

Neve record e valanghe

Neve record e valanghe: Piemonte sotto pressione, evacuazioni nel Biellese

La neve non è più solo uno spettacolo. In queste ore, tra le montagne del Piemonte, è diventata un fattore di rischio concreto. Lo dimostra il distacco di una valanga di grosse dimensioni sul Monte Barone, nel Biellese, avvenuto nella mattinata di martedì 17 marzo, mentre il livello di pericolo resta classificato come forte su gran parte delle Alpi settentrionali.

Un segnale chiaro di una situazione meteorologica che, negli ultimi giorni, ha assunto contorni sempre più critici. Nel Biellese, proprio a causa delle abbondanti nevicate, si è resa necessaria un’operazione di evacuazione preventiva che ha coinvolto 71 persone e oltre 30 veicoli nelle zone di Valdilana e della Valle Cervo, in località Bielmonte.

La decisione è stata presa al termine di un vertice in Prefettura, durante una riunione del Centro coordinamento soccorsi, convocata per valutare l’evolversi della situazione. A preoccupare erano le condizioni del manto nevoso e il rischio concreto di nuovi distacchi. Le operazioni sono iniziate nel tardo pomeriggio, quando il calo delle temperature ha contribuito a stabilizzare, almeno temporaneamente, la neve, riducendo il pericolo immediato di valanghe. Ma il quadro generale resta delicato.

Le precipitazioni degli ultimi giorni hanno lasciato accumuli eccezionali. A Piamprato Soana, nel Torinese, si sono registrati quasi 80 centimetri di neve fresca in appena 24 ore tra il 14 e il 15 marzo. Numeri che si inseriscono in una stagione già straordinaria per quantità di neve. Nel Cuneese, a Prato Nevoso, dall’inizio dell’inverno sono caduti oltre 7 metri di neve, con punte che superano gli 8 metri in quota. Solo nell’ultimo fine settimana si sono aggiunti altri 50 centimetri.

Dati che restituiscono l’immagine di un inverno fuori scala, capace di trasformare il paesaggio ma anche di mettere sotto pressione territori e infrastrutture. Il rischio valanghe, in queste condizioni, resta elevato soprattutto nelle zone più esposte, dove gli strati di neve accumulati negli ultimi giorni possono risultare instabili.

Il distacco sul Monte Barone rappresenta un campanello d’allarme: eventi di questo tipo possono verificarsi anche senza un innesco diretto, semplicemente per il peso e la struttura del manto nevoso. Le autorità invitano alla massima prudenza, soprattutto per chi frequenta la montagna, sia per escursioni che per attività sportive. In queste condizioni, anche un’apparente stabilità può essere ingannevole.

Intanto, il maltempo continua a ridisegnare il territorio, alternando scenari spettacolari a situazioni di rischio. Un equilibrio fragile, dove la bellezza della neve convive con la sua forza. E dove, ancora una volta, la montagna impone rispetto.

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