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16 Marzo 2026 - 21:55
Torino, metà delle multe non viene pagata: Gtt smonta i tornelli dai bus (foto di repertorio)
A Torino una multa su due non viene pagata. Il risultato è un buco nei conti di quasi 8 milioni di euro accumulato dal 2024 a oggi. È da questi numeri che parte la decisione di Gtt di smontare i tornelli installati su alcuni autobus, introdotti anni fa per combattere l’evasione del biglietto.
La sperimentazione, avviata nel febbraio 2019, prevedeva un sistema semplice: salire dalla porta anteriore, validare il biglietto e superare il tornello che si apriva con la luce verde. Per scendere restavano invece disponibili le porte centrali e posteriori.
L’obiettivo era chiaro: ridurre il numero dei passeggeri senza biglietto, i cosiddetti “portoghesi”. Nei fatti però i risultati non sono stati quelli sperati.
Oggi i tornelli sono presenti su venti autobus, pari a circa il 3% dell’intera flotta Gtt, utilizzati sulle linee 6, 19, 44, SE1 e SE2, che collegano Torino con alcuni comuni della prima cintura.
I dati dei controlli raccontano un quadro opposto rispetto alle aspettative. Nel 2025 sui bus dotati di tornello sono stati controllati 9.940 passeggeri. Le multe elevate sono state 953, pari a un tasso di evasione del 9,59%.
In alcune linee il fenomeno è ancora più evidente. Sulla SE1 l’evasione supera il 22%, mentre sulla SE2 si avvicina al 20%.
Numeri che dimostrano come la presenza della barriera fisica non abbia avuto l’effetto deterrente previsto.
Il problema non riguarda solo chi viaggia senza biglietto. Anche quando la sanzione viene elevata, spesso non viene pagata. Secondo i dati disponibili, meno della metà delle multe viene effettivamente incassata.
Le altre restano sospese fino al passaggio delle pratiche all’Agenzia delle Entrate, contribuendo a creare un ammanco che sfiora gli 8 milioni di euro.
Di fronte a questi risultati, Gtt ha deciso di non installare nuovi tornelli e di avviare la progressiva rimozione di quelli già presenti.
Il cronoprogramma di smontaggio riguarderà tutti i mezzi ancora dotati delle sbarre.
La sperimentazione, durata quasi sei anni, si chiude quindi con un bilancio poco positivo. Il sistema era stato pensato come strumento per limitare l’evasione tariffaria, ma nei numeri non ha portato i benefici attesi.
A Torino resta così aperto il nodo dei controlli sui biglietti e della difficoltà nel recuperare le sanzioni non pagate.

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