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Cronaca
13 Marzo 2026 - 10:10
Telefonate e finti tecnici porta a porta: scatta l’allarme truffe nel Canavese
Telefonate improvvise con spiegazioni tecniche complicate, oppure persone che suonano ai campanelli con la scusa di controlli alle bollette o ai contatori. Negli ultimi giorni in diversi comuni del Canavese si stanno moltiplicando le segnalazioni di tentativi di truffa, tanto che alcuni sindaci hanno deciso di avvisare direttamente i cittadini attraverso messaggi pubblici.
Le modalità utilizzate dai truffatori sembrano essere sempre le stesse: creare una situazione di urgenza, confondere l’interlocutore con spiegazioni tecniche e convincerlo a fornire dati personali o a cambiare contratto energetico senza rendersene conto. Secondo quanto emerso dalle segnalazioni arrivate ai Comuni, i malintenzionati agirebbero principalmente su due fronti.
Il primo è quello delle telefonate. I truffatori si presentano come operatori di società di luce e gas e sostengono che il contratto dell’utente non sia più valido o non sia aggiornato alle nuove norme. A quel punto cercano di ottenere informazioni personali, come il codice fiscale o i dati riportati sulle bollette, con il pretesto di verificare la posizione del cliente.
Il secondo metodo riguarda invece le visite porta a porta. Alcune persone si presentano direttamente alle abitazioni sostenendo di dover effettuare letture dei contatori, controlli sulle forniture o verifiche su presunti rimborsi in bolletta. In altri casi il tentativo di raggiro si nasconde dietro proposte di vendita di oggetti o abbonamenti.
A lanciare l’allarme è stato uno dei sindaci del territorio, che ha invitato i cittadini a prestare la massima attenzione e a non fornire mai dati personali a sconosciuti. Le segnalazioni arrivate in municipio riguardano tentativi di raggiro sempre più insistenti, con truffatori che fanno leva sulla fretta e sulla pressione psicologica per convincere le persone ad accettare le loro richieste.

Nelle stesse ore anche Marco Baudino, sindaco di San Giorgio Canavese, ha raccontato un episodio simile che lo ha visto direttamente coinvolto. Il primo cittadino ha spiegato di aver ricevuto una telefonata con una spiegazione molto elaborata e apparentemente credibile per convincerlo a cambiare fornitore energetico.
Secondo la versione raccontata dall’interlocutore, il contratto non sarebbe più stato valido a causa di un presunto “allineamento regionale” delle forniture energetiche. Il truffatore sosteneva che questa modifica fosse stata comunicata nelle bollette precedenti e che la scadenza per adeguarsi fosse fissata a dicembre.
Nella telefonata veniva anche spiegato che l’utente si sarebbe trovato in una sorta di “proroga forzata”, perché il proprio fornitore non avrebbe più potuto vendere energia direttamente ai privati dopo aver perso un fantomatico appalto regionale.
In realtà, come ha sottolineato lo stesso sindaco, si tratta di una messa in scena completamente inventata. Le norme che regolano il mercato dell’energia sono stabilite a livello nazionale dall’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente e non esistono allineamenti regionali o appalti locali che impediscano ai fornitori di vendere ai cittadini.
Il rischio è che, convincendo la vittima a comunicare alcuni dati presenti sulla bolletta, come il codice POD o il codice fiscale, i truffatori possano attivare un nuovo contratto energetico a insaputa dell’utente. Una pratica conosciuta come “slamming”, che consiste proprio nel cambio di fornitore non autorizzato.
Per questo motivo i sindaci invitano i cittadini a seguire alcune semplici regole di prudenza. La prima è non fornire mai dati personali al telefono, soprattutto se la chiamata arriva da numeri sconosciuti e riguarda contratti energetici o altre forniture.
Allo stesso modo è importante non aprire la porta a sconosciuti che si presentano senza appuntamento dichiarando di dover effettuare controlli su luce, gas o acqua. Le società che gestiscono questi servizi, infatti, comunicano eventuali interventi attraverso avvisi ufficiali e non si presentano improvvisamente alle abitazioni.
Un altro elemento a cui prestare attenzione è la pressione psicologica. I truffatori spesso insistono sul fatto che l’operazione debba essere fatta subito, facendo credere che in caso contrario si possano avere problemi con la fornitura o con il contratto. In queste situazioni la soluzione più semplice è interrompere la conversazione o chiudere la porta.
Nel caso in cui si notino persone sospette aggirarsi nei quartieri o si ricevano telefonate insistenti con richieste di dati personali, il consiglio è di contattare immediatamente il 112, il Numero unico per le emergenze, oppure segnalare l’episodio alla Polizia locale.
Le truffe di questo tipo colpiscono spesso le persone anziane, considerate più vulnerabili e meno abituate a riconoscere i meccanismi di questi raggiri. Proprio per questo gli amministratori invitano i cittadini a parlare dell’argomento con genitori, nonni e vicini di casa, diffondendo l’informazione e creando una rete di attenzione reciproca.
Perché, come ricordano gli stessi sindaci, di fronte a questi tentativi di raggiro la prima difesa resta sempre la consapevolezza dei cittadini.
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