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A Settimo è arrivato il grande giorno. Tutti pazzi per il nuovo "comando dei vigili"....

La sindaca Piastra racconta con toni epici il nuovo comando della polizia locale ricavato da un ex supermercato. Peccato che ai cittadini interessi più evitare le multe che sapere dove vengono scritte

A Settimo è arrivato il grande giorno. Lo ha annunciato la sindaca Elena Piastra: i vigili hanno un ufficio nuovo

A Settimo è arrivato il grande giorno. Lo ha annunciato la sindaca Elena Piastra: i vigili hanno un ufficio nuovo

Ci sono notizie che cambiano la vita delle persone. La caduta di un governo, una guerra, una pandemia. Eventi che segnano epoche, dividono il tempo in prima e dopo.

Poi ci sono quelle che cambiano la vita della Polizia Locale di Settimo Torinese.

Fiato alle trombe: da questa mattina è operativo il nuovo comando della Polizia Locale in via Schiapparelli. Lo annuncia con entusiasmo la sindaca Elena Piastra, corredando il tutto con il suo sorriso social di ordinanza e con il racconto quasi epico dell’impresa.

Un racconto che, a leggerlo così, sembra quasi il trailer di un film: anni di lavoro, passaggi burocratici, progetti, finanziamenti, cantieri. Alla fine, come nelle storie a lieto fine, l’edificio nuovo c’è.

Il dettaglio interessante è che i vigili una sede ce l’avevano già. Non è che fino a ieri pattugliassero la città da un camper o da una tenda parcheggiata davanti al municipio. Avevano un comando, una scrivania, probabilmente pure il distributore del caffè e una macchinetta che ogni tanto mangiava le monete.

Ma adesso ne hanno uno nuovo. E come tutte le cose nuove, è inevitabilmente meglio di quello vecchio.

Il progetto, stando al post su Facebook, è stato lungo e complesso: comprare un supermercato abbandonato, abbatterlo, recuperare l’area, spostare i fondi dei bandi, costruire un edificio pubblico bello e sostenibile (sostenibile per chi?).

Una sequenza di verbi amministrativi che di solito scoraggia anche i più motivati. Ma qui no: ce l’hanno fatta.

Nel racconto della sindaca questa operazione rappresenta addirittura un passo importante per la rigenerazione di Borgo Nuovo e addirittura un volano per le attività commerciali.

Che è una frase straordinaria, perché suggerisce che i negozi del quartiere prospereranno grazie alla vicinanza dell’ufficio multe.

Immaginiamo già la scena: il cittadino esce dal panettiere con la baguette sotto il braccio, alza lo sguardo, vede il nuovo comando dei vigili e pensa: “Che meraviglia, adesso sì che la città gira”.

Magari entra pure dal parrucchiere accanto e commenta: “Finalmente. Ci voleva proprio un bel comando della Polizia Locale per rilanciare il commercio”.

E così oggi il cittadino di Settimo può finalmente tirare un sospiro di sollievo: i vigili lavorano in un posto nuovo.

Non è chiaro se questo ridurrà i furti, il traffico o le doppie file, ma sicuramente migliorerà il "feng shui" dell’ufficio contravvenzioni. Che per chi non lo sapesse è una pratica tradizionale cinese molto antica (più di 3.000 anni) che riguarda l’organizzazione degli spazi per favorire equilibrio, armonia ed energia positiva

La cosa più notevole di tutta la vicenda è però l’enfasi. Perché il tono del racconto è quello delle grandi imprese civili: "un passo importante per la rigenerazione di Borgo Nuovo, un volano per le attività commerciali, una conquista quasi epica". Mancano solo le Frecce Tricolori sopra la rotonda e la banda cittadina che suona l’inno.

Ora, intendiamoci: riqualificare un’area degradata è una buona cosa. Abbattere un rudere pure. Costruire edifici pubblici decenti anche.

Tutto giusto.

Resta solo una domanda, piccola, laterale, quasi indiscreta: ma ai cittadini, esattamente, che i vigili abbiano cambiato ufficio… quanto dovrebbe interessare?

Probabilmente meno di quanto interessi ai vigili.

Che comunque, sia chiaro, avranno finalmente il parquet nuovo sotto i piedi mentre scrivono le multe. E magari pure una sala riunioni luminosa dove discutere di divieti di sosta.

E anche questa, a pensarci bene, è una forma di progresso.

La verità dolce e amara? Un supermercato che diventa una caserma dei vigili è una metafora abbastanza precisa del nostro tempo: meno carrelli, più verbali.

La verità, più modestamente, è che i vigili hanno cambiato ufficio.

E probabilmente sono gli unici, in tutta Settimo, a esserne davvero felici. Subito dopo l’architetto che ha progettato il nuovo edificio dove pagare le multe.

E, forse, anche il falegname che ha posato il parquet dell’ufficio contravvenzioni. 

Perché se proprio bisogna scrivere multe, almeno farlo con stile.

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