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Hokusai conquista Torino: lunghe code alla Galleria Elena Salamon per la mostra sulle xilografie del maestro giapponese

Grande affluenza già dal primo giorno in piazzetta IV Marzo per “Hokusai. Il segno che diventa vita”: oltre 180 stampe originali raccontano l’universo del grande artista dell’ukiyo-e

Hokusai conquista Torino: lunghe code alla Galleria Elena Salamon per la mostra sulle xilografie del maestro giapponese

Hokusai conquista Torino: lunghe code alla Galleria Elena Salamon per la mostra sulle xilografie del maestro giapponese

Lunghe code questa mattina in piazzetta IV Marzo, nel cuore del centro storico di Torino, davanti alla Galleria Elena Salamon, dove ha aperto al pubblico la mostra “Hokusai. Il segno che diventa vita”. Fin dalle prime ore della giornata, l’esposizione dedicata al più celebre maestro dell’ukiyo-e giapponese ha attirato un’affluenza superiore alle aspettative, trasformando la piccola piazza medievale in un continuo via vai di visitatori.

Sotto i portici di piazzetta IV Marzo si sono formate file ordinate ma persistenti: appassionati d’arte, curiosi, studenti e turisti di passaggio hanno atteso pazientemente il proprio turno per entrare negli spazi della galleria. Un pubblico eterogeneo, composto da persone di ogni età, segno di un interesse che supera i confini degli specialisti e coinvolge anche chi si avvicina per la prima volta all’arte giapponese.

Il cuore della mostra è rappresentato da oltre 180 xilografie originali di Katsushika Hokusai, tra i più grandi artisti della storia dell’arte giapponese. Il percorso espositivo attraversa alcune delle sue serie più celebri: dalle iconiche vedute del Monte Fuji, che hanno consegnato l’artista alla fama universale, alle spettacolari cascate della serie Shokoku Taki Meguri, fino a paesaggi, figure e scene di vita quotidiana del Giappone dell’epoca Edo. Opere che, nonostante i più di due secoli trascorsi dalla loro realizzazione, conservano una sorprendente freschezza visiva e una modernità capace di dialogare ancora con lo sguardo contemporaneo.

L’affluenza registrata già nel primo giorno di apertura sembra confermare la straordinaria vitalità dell’opera di Hokusai — colui che amava definirsi “il vecchio pazzo per il disegno” — e il fascino senza tempo del suo universo creativo. Un fascino che non si spiega soltanto con la notorietà mondiale de La grande onda, divenuta nel tempo una delle immagini più riconoscibili dell’arte di tutti i tempi, ma con l’eccezionale varietà di una produzione sviluppata lungo quasi novant’anni di incessante sperimentazione.

Dietro l’iniziativa c’è la firma della Galleria Elena Salamon, realtà torinese che da anni rappresenta un punto di riferimento nel panorama italiano ed europeo per il collezionismo e la valorizzazione della grafica originale. In un mercato dell’arte spesso dominato da grandi istituzioni museali e fiere internazionali, la galleria di via Torquato Tassoha costruito nel tempo una linea curatoriale precisa e riconoscibile: portare al grande pubblico opere su carta di altissimo livello — dalle incisioni europee alle xilografie orientali — presentandole con la stessa attenzione filologica e scientifica riservata ai grandi capolavori pittorici.

La mostra dedicata a Hokusai rappresenta probabilmente una delle espressioni più significative di questa visione. Un progetto ambizioso, costruito attorno a una collezione di stampe originali di straordinaria qualità, capace di trasformare uno spazio raccolto nel centro storico di Torino in un piccolo polo di attrazione culturale. Le file di visitatori già dalle prime ore della mattina testimoniano come l’iniziativa abbia intercettato un interesse reale e diffuso.

“Hokusai. Il segno che diventa vita” resterà aperta al pubblico fino al 24 aprile, offrendo ai visitatori l’opportunità di immergersi nell’universo grafico di uno degli artisti più influenti della storia, la cui opera continua ancora oggi a ispirare artisti, designer e appassionati in tutto il mondo.

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