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Automotive europeo, Anfia: l’Industrial Accelerator Act è il primo passo per difendere l’auto made in Ue

Incentivi pubblici legati al contenuto europeo dei veicoli

Anfia

Anfia, Industrial Accelerator Act primo passo per tutelare auto made in Ue

Difendere la competitività dell’industria automobilistica europea e rafforzare la filiera produttiva del continente. È questo l’obiettivo dell’Industrial Accelerator Act, il provvedimento approvato dalla Commissione europea che introduce nuove regole per sostenere l’automotive made in Ue.

Secondo Anfia, l’Associazione nazionale filiera industria automobilistica, si tratta di “un primo importante passo” per tutelare la produzione europea in un momento di profonda trasformazione del settore, segnato dalla transizione tecnologica e dalla crescente competizione globale.

L’organizzazione accoglie con favore la proposta, sviluppata insieme all’associazione europea dei fornitori Clepa, che prevede l’introduzione di regole sul contenuto locale della componentistica come condizione per accedere a incentivi pubblici, appalti e flotte aziendali destinati ai veicoli prodotti nell’Unione Europea.

Il principio alla base della misura è chiaro: rafforzare la produzione interna e mantenere in Europa il valore industriale generato dal settore automobilistico. La componentistica rappresenta infatti la parte più rilevante del valore economico di un veicolo.

Secondo le stime del settore, tra il 75 e l’80 per cento del valore di un’automobile deriva proprio dalle parti e dai sistemi che la compongono. Per questo motivo l’introduzione di una quota minima di produzione europea, indicata da Anfia nel 70 per cento, viene considerata uno strumento strategico per proteggere il sistema industriale.

Una scelta che, secondo l’associazione, potrebbe contribuire a rafforzare la sovranità industriale europea, tutelare l’occupazione qualificata e preservare le competenze tecnologiche sviluppate nel continente.

L’obiettivo è evitare che la trasformazione dell’automotive, legata soprattutto alla diffusione della mobilità elettrica, porti a uno spostamento della catena del valore fuori dall’Europa.

Un tema centrale riguarda infatti la costruzione di una solida filiera europea delle batterie, considerata decisiva per il futuro dell’industria automobilistica.

Secondo Anfia sarà fondamentale l’impegno congiunto di imprese e istituzioni per sviluppare una filiera competitiva che comprenda produzione di celle per batterie, materiali attivi, sistemi di gestione e componentistica correlata.

Solo attraverso una filiera industriale completa, sottolinea l’associazione, sarà possibile garantire nel lungo periodo la competitività dell’automotive europeo.

In questo scenario assumono un ruolo chiave anche gli accordi internazionali per l’approvvigionamento delle materie prime strategiche, indispensabili per la produzione delle batterie e dei componenti della mobilità elettrica.

Anfia ritiene tuttavia che il testo dell’Industrial Accelerator Act possa essere ulteriormente migliorato. In particolare l’associazione propone di chiarire che il criterio del contenuto locale venga applicato ai fornitori di primo livello (Tier1) e all’ultima trasformazione sostanziale realizzata all’interno dell’Unione Europea.

Un altro punto riguarda la possibilità di introdurre un’esenzione per i piccoli costruttori di veicoli commerciali leggeri che producono in Europa, escludendoli dagli obblighi legati ai requisiti di origine dell’Unione per partecipare a gare pubbliche o accedere a incentivi.

Per il settore automotive europeo, insomma, l’Industrial Accelerator Act rappresenta un primo passo importante. Ma la partita per difendere la produzione e la competitività industriale del continente è ancora tutta aperta.

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