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Sciopero nei cieli, metà dei voli Ita cancellati: aeroporti in affanno per 24 ore

Incrociano le braccia lavoratori di terra e di volo. Coinvolte anche easyJet e, per quattro ore, Vueling

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Sciopero nei cieli, metà dei voli Ita cancellati: aeroporti in affanno per 24 ore

Giornata difficile per chi vola. Lo sciopero nazionale di 24 ore del comparto aereo, aeroportuale e dell’indotto sta mettendo sotto pressione scali e passeggeri in tutta Italia. A incrociare le braccia sono lavoratori di terra e personale di volo, con un’adesione che ha già prodotto effetti tangibili: Ita Airways ha cancellato il 55% dei voli programmati, pari a circa 160 collegamenti secondo le stime sindacali.

La mobilitazione è stata proclamata da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporto Aereo, Anpac e Anp e coinvolge anche easyJet. Per Vueling lo stop è limitato a quattro ore, dalle 13 alle 17, su iniziativa di Usb Lavoro Privato. Ma l’impatto complessivo si avverte lungo tutta la giornata, complice la rimodulazione degli operativi e il sovraccarico dei voli rimasti attivi.

Negli aeroporti principali – da Fiumicino a Linate, da Malpensa a Napoli – la scena è quella già vista in altre giornate di protesta: tabelloni punteggiati di cancellazioni, file ai banchi assistenza, viaggiatori in cerca di riprotezioni. Le compagnie hanno attivato procedure di rimborso o di cambio prenotazione, ma la concentrazione di richieste sta rallentando le operazioni.

Ita Airways aveva annunciato nei giorni scorsi la riduzione preventiva del programma voli per limitare i disagi. Restano operative le cosiddette fasce di garanzia, previste dalla normativa sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali: la prima si è svolta dalle 7 alle 10 del mattino, la seconda è in programma dalle 18 alle 21. In questi intervalli i voli devono essere effettuati regolarmente, salvo cause di forza maggiore.

Lo sciopero arriva in una fase delicata per il settore. Le organizzazioni sindacali rivendicano il rinnovo dei contratti, condizioni di lavoro più stabili e tutele per il personale coinvolto nelle ristrutturazioni aziendali degli ultimi anni. Sullo sfondo restano le trasformazioni che hanno interessato il trasporto aereo italiano, tra il passaggio da Alitalia a Ita e l’ingresso di nuovi assetti societari.

Per i lavoratori di terra – addetti ai check-in, ai bagagli, alla manutenzione e ai servizi aeroportuali – la vertenza riguarda anche i livelli salariali e l’organizzazione dei turni. Il comparto dell’indotto, spesso caratterizzato da appalti e subappalti, è tra i più esposti alle oscillazioni del traffico aereo e alle pressioni sui costi.

Sul piano operativo, la cancellazione di oltre la metà dei voli Ita produce un effetto a catena. Molti passeggeri vengono riprotetti su collegamenti successivi o su altre compagnie, ma la disponibilità di posti è limitata, soprattutto sulle tratte nazionali più richieste e sui collegamenti con le capitali europee. I voli intercontinentali, in parte inclusi nelle fasce protette o considerati strategici, risultano meno colpiti, ma non sono mancati ritardi e riprogrammazioni.

Le associazioni dei consumatori invitano i viaggiatori a verificare lo stato del proprio volo prima di recarsi in aeroporto e a conservare la documentazione per eventuali richieste di rimborso. In caso di cancellazione, il regolamento europeo 261/2004 prevede il diritto alla riprotezione o al rimborso del biglietto, oltre all’assistenza in aeroporto.

Lo sciopero odierno si inserisce in un calendario di agitazioni che, dall’inizio dell’anno, hanno interessato diversi comparti dei trasporti. Il trasporto aereo, già segnato negli ultimi anni dalla pandemia e dalla successiva ripresa, resta un settore in equilibrio instabile tra esigenze di mercato e rivendicazioni sindacali.

A fine giornata si farà il bilancio effettivo delle adesioni e dei disagi. Ma già dalle prime ore è evidente che la protesta ha inciso in modo significativo sull’operatività delle compagnie coinvolte. Per migliaia di passeggeri, il viaggio previsto per oggi si è trasformato in attesa, riorganizzazione, talvolta rinuncia.

Nei cieli italiani il traffico non si è fermato del tutto, ma ha viaggiato a regime ridotto. E ancora una volta, quando si ferma il personale, l’intero sistema mostra la sua fragilità.

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