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12 Gennaio 2026 - 16:52
Benzina in calo, gasolio sale meno del previsto: l’effetto accise alla prova dei prezzi reali (immagine di repertorio)
A poco più di una settimana dall’allineamento delle accise sui carburanti, i primi dati consolidati iniziano a raccontare cosa è davvero successo ai prezzi alla pompa. L’analisi dei valori medi elaborati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e rielaborata da Unem – Unione energie per la mobilità indica un quadro che, almeno in parte, conferma le aspettative: la benzina è scesa in modo coerente con la riduzione fiscale prevista dall’ultima Legge di Bilancio, mentre il gasolio è aumentato, ma meno di quanto inizialmente temuto.
Secondo Unem, il trend nazionale è ormai chiaro. Dal 1° gennaio la riduzione dell’accisa sulla benzina, pari a 4 centesimi al litro più IVA, si è trasferita quasi integralmente sul prezzo finale, determinando un ribasso medio vicino ai 5 centesimi al litro. In alcune aree del Paese, come le province di Trento e Bolzano, il calo ha superato questa soglia, segnalando una traslazione fiscale particolarmente rapida ed efficace.
Il risultato è che oggi, mediamente, la benzina costa circa 3 centesimi in meno del gasolio, con differenze ancora più marcate in alcune regioni: in Toscana il divario supera i 5 centesimi al litro, mentre solo in Campania resiste un margine minimo a favore del gasolio. Un dato che fotografa una situazione ribaltata rispetto al passato recente, quando era il diesel a mantenere un vantaggio più netto.

Sul fronte opposto, quello del gasolio, l’aumento dell’accisa – anch’esso pari a 4 centesimi più IVA – non si è tradotto in un rincaro proporzionale. L’incremento medio nazionale rilevato da Unem si attesta intorno ai 3 centesimi al litro, con punte prossime ai 4 centesimi in regioni come Calabria, Puglia e Liguria. Un aumento più contenuto rispetto alle previsioni, che secondo l’associazione segnala un assorbimento parziale della maggiore imposizione fiscale lungo la filiera.
La dinamica non cambia nemmeno sulla rete autostradale, dove i dati mostrano un andamento sostanzialmente analogo: benzina in calo di circa 5 centesimi e gasolio in aumento di circa 3 centesimi. Un comportamento coerente che rafforza la lettura complessiva del fenomeno.
A rendere più lineare il trasferimento delle accise sui prezzi finali ha contribuito anche il contesto internazionale. Tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio, sottolinea Unem, le quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi sono rimaste stabili, evitando interferenze speculative o rialzi improvvisi che avrebbero potuto alterare l’effetto delle misure fiscali decise dal Governo.
Nel complesso, i dati indicano che l’intervento sulle accise sta producendo gli effetti attesi, almeno sul breve periodo. Resta ora da capire se questo equilibrio reggerà nel tempo e come evolveranno i prezzi nelle prossime settimane, in un mercato che resta sensibile tanto alle scelte fiscali quanto agli equilibri geopolitici e alle dinamiche internazionali dell’energia.
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