Non c'è un vero e proprio 'listino prezzi' per i sacramenti. Matrimoni, comunioni, battesimi sono naturalmente ad offerta libera nelle parrocchie. In alcuni casi, però, è venuto alla luce che l'offerta è quasi 'dovuta' secondo un 'tariffario' in qualche modo prefissato. A questi casi si è riferito il Papa quando, questa mattina, nell'omelia a Santa Marta ha parlato di quelle volte in cui "vediamo che, entrando in una chiesa, ancora oggi, c'è lì la lista dei prezzi. E il popolo si scandalizza". Non si deve fare così, le offerte sono libere e da destinare ai poveri e all'attività pastorale, rispondono all'unisono dalle parrocchie di mezza Italia dove i sacerdoti mostrano di condividere le parole di Francesco, riprese in serata dal cardinale Bagnasco, presidente dei vescovi italiani: i sacramenti non si pagano e "le offerte che i fedeli intendono dare in forma libera sono un modo per contribuire alla necessità materiali della Chiesa". Ecco quel che è emerso in alcune città: MILANO - La Diocesi di Milano, la più grande del mondo, conferma: non ci sono né prezzi, né tariffe ma al massimo l'invito a un'offerta per quanto uno può. Di più, "esigere una tariffa viene considerato un abuso". "Le offerte devono essere libere come ci ha indicato la Diocesi, non ci danno niente e non chiediamo niente", sottolinea con pacatezza don Vittorio, parroco della Chiesa di San'Angela Merici, nella semiperiferia della città. "Nelle occasioni di battesimi e matrimoni - aggiunge - poiché siamo in una comunità parrocchiale un'offerta non è sgradita, ma va a chi ha più bisogno. Noi seguiamo ciò che ha indicato la Curia arcivescovile". "Sono d'accordo col Papa - spiega don Cesare Azimonti, storico superiore dei francescani del Convento cui è annessa la Chiesa di Sant'Angelo in centro - c'è tanta gente che un'offerta non potrebbe farla, qui si consente un'offerta libera per i poveri perché ci occupiamo direttamente del loro mantenimento. Poi magari non si deve passare nell'eccesso opposto: donare per i bisognosi è una cosa giusta". Né tariffe, né richieste di offerte anche al Santuario di San Camillo, vicino alla Stazione Centrale. Padre Aldo Magni è chiaro: "Non vogliamo nulla, accettiamo solo quello che uno vuol dare liberamente quando si partecipa a un sacramento, anche se noi non celebriamo matrimoni".
ROMA - Si aggira mediamente attorno ai 200-300 euro "l'offerta" per un matrimonio nelle chiese più conosciute della Capitale, quelle del centro storico. Quasi sempre nell'"offerta" vengono considerati servizi per così dire in convenzione con la chiesa, quali gli addobbi floreali o i musicisti. Nel quartiere Trieste, nella chiesa di Sant'Agnese, si arriva a "offrire" 340 euro per un matrimonio, mentre in via del Corso, nella chiesa di San Marcello, la somma può arrivare anche a 400 euro. Più contenuta la spesa, sempre in forma di offerta, nella centralissima chiesa di Santi Apostoli, dove per una cerimonia si possono donare dai 50 ai 100 euro. Diversamente in periferia, ad esempio come a Tor Bella Monaca, dove - sottolineano dalla segreteria parrocchiale - "i sacramenti non si pagano".
NAPOLI - Nel capoluogo campano per un matrimonio in chiesa, l'offerta o donazione che viene chiesta ai futuri sposi varia a seconda della scelta e può oscillare da un minimo di 400 a un massimo di 800 euro, in quest'ultimo caso compresi fiori e musica. Sposarsi in piazza del Plebiscito, prima che la Basilica di San Francesco di Paola chiudesse per il restauro, costava fino a 800 euro. Di poco inferiore un matrimonio nella Chiesa di Santa Chiara, centro storico: 700 euro. Dire 'sì' nella chiesa di Santa Maria del Faro, a Marechiaro, "costa" 450 euro. Se, invece, i futuri marito e moglie scelgono la loro chiesa di appartenenza, allora si tratta di offerta libera, in genere sui 250 euro.
PALERMO - Sposarsi in chiesa prevede un gesto di liberalità in genere da 100 a 300 euro, mentre per un battesimo e un funerale basta anche una libera offerta più modesta. Contrarre matrimonio ad esempio nella chiesa della Martorana, anche con rito greco, prevede un'offerta di 300 euro, inclusi l'affitto, la luce e il celebrante. L'organista è a parte: 100 euro. Se però i giovani sposini conoscono un prete disposto a celebrare il loro matrimonio si ottiene uno sconto di 50 euro. Nella chiesa del Gesù, detta Casa Professa, invece, l'offerta si aggira tra i 200 e 250 euro, e anche in questo caso non include quello dell'organista, che va pagato a parte. Don Cosimo Scordato della chiesa di San Saverio, che si trova nella quartiere dell'Albergheria, concorda 'in toto' con Papa Francesco. "La nostra è una chiesa povera - dice il prete - chi intende sposarsi qui lascia una libera offerta, lo stesso vale per i funerali. In questa chiesa non si celebrano battesimi, perché la parrocchia di appartenenza è la chiesa di San Nicolò".
"Il papa dice che le tariffe sono uno scandalo? Lo abbiamo deciso 30 anni fa. Dopo il Concilio, è stata fatta la scelta di abolire tariffe. La chiesa appartiene a tutti e per questo basta una libera offerta", conclude.
Commentiscrivi/Scopri i commenti
Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce
Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter
...
Dentro la notiziaLa newsletter del giornale La Voce
LA VOCE DEL CANAVESE Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.