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Sergio Marchionne

NEW YORK. Fusione FCA: dopo il No di General Motors, anche quello di Toyota

Sergio Marchionne fa sempre più sul serio e porta avanti i suoi progetti di fusione tra Fiat Chrysler Automobiles e un altro grande costruttore di auto, ma dopo il no di General Motors incassa anche quello di Toyota.

Secondo l’agenzia Bloomberg l’amministratore delegato di Fca avrebbe nominato un advisor per portare avanti il suo progetto di fusione con la casa di Detroit. In seconda battuta ci sarebbero nel mirino gruppi come Volkswagen, ma anche le giapponesi Suzuki Honda e Mazda, mentre Psa Peugeot-Citroen è solo “un piano C”. C’è anche un altro scenario delineato dal ‘Sole 24 Ore’ che riporta sul sito l’ipotesi di un’Opa ostile di Fca su General Motors messa a punto da analisti finanziari, ma già discussa a livello di scenario anche dalle banche finanziatrici. I rumors sono apprezzati dai mercati. I titoli delle case automobilistiche risentono positivamente delle indiscrezioni che delineano un fronte caldo sul capitolo alleanze: Fca arriva a guadagnare il 2,5% per poi rallentare insieme al listino di Milano e chiude in rialzo dell’1,37% a 14,05 euro. Bene a Francoforte Volkswagen (+1,6%). Ma è soprattutto Psa (+3,6%) a mettersi in luce alla borsa di Parigi. Marchionne ha sempre detto che l’alleanza con la casa francese non è il suo primo obiettivo e che preferirebbe una fusione con un gruppo più grande per avere un maggiore ritorno sul fronte del contenimento dei costi per gli investimenti. Da qui le avances a General Motors che potrebbe essere per Fca il partner ideale: la numero uno Mary Barra ha già detto con chiarezza di non essere interessata a un’alleanza “che farebbe poco in termini di risparmi e interromperebbe gli sforzi in corso dell’azienda”, ma Marchionne non si rassegna. Il manager italo-canadese avrebbe cercato una sponda nei fondi hedge e in altri investitori che vedono invece di buon occhio la fusione e potrebbero fare pressione sul management. A spingerlo in questa direzione sarebbe il fatto che Gm ha di recente ha ceduto alle pressioni di una cordata di fondi hedge guidata da Harry Wilson nel decidere una maxioperazione di buyback.

Netto anche il no che arriva da Toyota sulla possibilità di un’alleanza: “non siamo interessati a una fusione con Fca”, Chrysler “non rappresenta una buona combinazione”.

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