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Nel centenario un tripudio di emozioni e colori!

Nel centenario un tripudio di emozioni e colori!
domenica scorsa sono stato con gli Alpini di Favria e precisamente con il Capogruppo Giovanni, il decano Renzo ed il nocchiero Martino all’adunata nazionale a Milano degli Alpini per celebrare il centenario dell’Ana. Durante il viaggio verso Milano riflettevo sul significato della parola alpinità, un valore proprio degli Alpini che significa impegnarsi nel volontariato per cercare di contribuire alla collettività, aiutare chi ha bisogno e ricostruire cosa andato distrutto. Lo spirito Alpino e nato dopo il primo conflitto mondiale proprio a Milano, dopo che la Grande Guerra in alta quota aveva provocato morti tra gli Alpini non solo dal fuoco nemico ma dal gelo, dalle slavine che travolgevano vite, slavine che rendevano inutile il lavoro che era durato mesi e mesi. Proprio da lì e nato lo spirito di corpo e la leggenda degli Alpini, un modo di proporsi alla società civile che gli ha permesso di combattere anche su altri fronti, contro terremoti, frane, alluvioni e bufere. Dove c’è stata una calamità sono sempre stati loro i primi ad arrivare, ed aiutare. Oggi sono a Milano, vedo fiumi di penne nere, penne che sventolano sul capo di ogni Alpino come una fiera bandiera, colori e divise dei vari gruppi del Patrio Stivale o di italiani emigrati in lontani paesi per il globo terrestre. Sento musiche, della Filarmonica Favriese, che mi fanno tornare indietro nel tempo, ma quello che sento nell’aria, anzi ne assaporo tutta la gustosa fragranza è il profumo dell’amicizia e della solidarietà tra alpini, che bello! Il mio animo è avvolto da emozioni e colori e nutro il desiderio e la speranza che di questo evento mi rimanga indelebile per sempre nella memoria. Questi raduni sono necessari per ricordare a tutti gli eventi bellici del passato, la nostra storia e le nostre radici con la storia centenaria dell’Ana e le canzoni alpine. Se oggi i tanti gruppi Alpini non fossero ancora qui all’adunata del centenario, chi si ricorderebbe di quei ventenni morti in trincea senza lasciarle il vero nome? Ecco, il ricordo li fa rivivere ce li fa conoscere ed ammirare, ci fa commuovere di fronte alle loro storie. Ecco cosa sono i racconti delle nostre radici, persone semplici per non essere diventate famose che sono qui a farmi emozionare. Quanto grande è la forza del ricordo? Se posso piangere perché non li ho conosciuti, se posso gioire per loro, se posso essergli grato per il loro sacrificio, quanti sentimenti si liberano con il ricordo. Grandi gli Alpini che hanno il merito di essere sicuramente le persone che più onorano il ricordo di chi è andato avanti con tutte loro attività! Nella giostra dei ricordi, le emozioni non ballano da sole, sono l’arcobaleno del cuore! Ecco allora che raccolgo le emozioni che poi si posano nelle pieghe dell’animo e mi trasmettono l’energia necessaria per vivere ed andare avanti con fiducia verso il futuro. Grazie Alpini per quello che fate, siete un pezzo basilare dell’identità italiana. Oggi come ieri essere alpini vuole dire essere coscientemente degli essere umani!
W gli Alpini, W l’Italia!
Favria, 22.05.2019 Giorgio Cortese

Se facciamo come le formiche e ci mettiamo d’accordo, allora possiamo spostare anche gli elefanti che ostacolano il nostro quotidiano cammino

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