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NAVIGLIO D’IVREA

C’era una volta, ma c’è anche tuttora. E non è che non avesse voglia di
navigare, semmai sarebbe stato lui stesso navigabile.

Vabbè, cosa ve lo dico a fare, sapete tutti che questo canale artificiale viene
incanalato parallelamente a Piazza del Rondolino, e inizia a dirigersi verso
sud-est. E bravi voi, ma poi? Lo avete mai navigato tutto? Oppure, lo avete mai
fiancheggiato interamente con qualche mezzo? Pfui, figuriamoci. Per voi già
Torre Balfredo è fuori portata…
E allora ve lo dico io: seguendo la direzione sud-est passa di fianco alla
morena su cui poggia il mitico Castello di Masino, con dentro le spoglie di
Arduino che rimpiange di non averci pensato lui, a un canale, che andasse fino
a Vercelli per affogare il vescovo della città.
Sì, perché il naviglio prosegue in quella direzione fino alle gole presso Mazzè,
e da lì si dirige più nettamente verso ovest per scaricarsi nel Sesia in
prossimità della città del riso. Non per niente oggi il canale serve appunto ad
irrigare quella zona di risaie.

Ma chi lo ha fatto, questo benedetto canale??? E quando???

La storia ci dice che venne fatto costruire da Jolanda di Savoia nel 1468. Ora
io mi gioco le mutande che tutti sapete chi sia Jolanda di Savoia. Spero
proprio non la confondiate con la figlia del Corsaro Nero.

Bravissimi, avete indovinato: era la moglie di Amedeo IX di Savoia (quello
senza colori, peraltro non conte ma duca, detto il Beato, forse perché la
francese era particolarmente brava in baci francesi), figlia del re di Francia
Carlo VII, mezza Valois e mezza angioina. Fu a lungo reggente del Ducato di
Savoia, e visse una vita piena di intrighi di corte e spartizioni, ma questa è
un’altra storia. In ogni caso fece edificare il canale in funzione di
navigazione, favorendo i trasporti di merce tra Ivrea e Vercelli. Si credeva
l’Olandesina, si credeva.

Tutto qua? Macché: c’è chi tira in ballo Leonardo da Vinci. Vi sono coloro,
insomma, che ritengono che il progettista fosse il genio toscano. In effetti
nel Codice Atlantico (un testo in cui Dan Brown per fortuna non ha messo il becco)
vi è un riferimento alla Dora Baltea e ad un canale. Il problema, però, è che
l’eclettico pittore nacque nel 1452, quindi avrebbe dovuto progettare il
naviglio a quindici anni…Genio d’accordo, ma teenager prodigio e poi ancora
un cosa diversa! E allora? Allora si dà il caso che potrebbe essere intervenuto
in un momento successivo, operando in una area specifica in cui vi era
difficoltà nella gestione delle acque e delle sabbie, in quei della Rocca di
Villareggia.
E poi, sentite un po’ qua: Jolanda era nata a Tours. Leonardo morì a Amboise.
Ora, si dà il caso che Amboise e Tours distino tra loro sì e no 25 chilometri.
Coincidenze? Assolutamente sì, non c’è nessuna relazione tra le due cose, cari
i miei complottisti del menga!

Alcuni ritengono che il canale sia stato scavato tutto a mano da tale Gigno
Vinia, ma quando si resero conto che la sua intenzione era proseguire fino
all’Adriatico gli tolsero paletta e secchiello.
Così come nessuno sostenne il progetto di tale Georgia Povolo, che intendeva
organizzare lungo tutto il corso d’acqua il più lungo presepe del mondo.

Perfetto. Ora cambio canale che sta per cominciare Report.

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Blogger: Franco Kappa

Franco Kappa
Ivrea di palo in frasca

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