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Multati per aver lampeggiato con i fari

Quando alcuni mesi fa scrissi su questa rubrica delle mie perplessità in merito all’utilità ed i costi per i Casalborgonesi della  convenzione  per il servizio di “Polizia Locale”, stipulata tra i comuni di: Casalborgone, Castagneto Po, San Sebastiano e Verolengo, la maggioranza rispose che il territorio avrebbe avuto tutti i vantaggi di una magior tutela e controllo. Non è passato molto tempo e, come previsto,  si intravedono i primi “benefici” per il territorio. Ricordo che la convenzione delega ed assegna totalmente il comando delle operazioni al comandante Lomater di Verolengo, il quale, ha il  vincolo del raggiungimento degli obiettivi fissati dalle quatto amministrazioni comunali, come è giusto che sia, ha completa autonomia nello scegliere i metodi e le strategie per il raggiungimento degli obiettivi assegnategli. Obiettivi che, se raggiunti, a fine anno prevedono l’erogazione di un’indennità di risultato al Comandante stesso. Ritengo  di fondamentale importanza l’impiego degli agenti di polizia locale nella tutela del territorio, nell’attività di prevenzione e di controllo. Il che significa una presenza costante degli agenti sulle strade, la segnalazione di situazioni non conformi alla normativa che possono essere potenzialmente pericolosi per i cittadini, nonché la vigilanza e controllo anche sanzionatori di chi non rispetta il codice della strada. Tutto questo è prevenzione e tutela dei cittadini. Negli scorsi giorni sono iniziate le prime attività in convenzione di polizia locale, e subito ho ricevuto la segnalazione di alcuni  Casalborgonesi infuriati. I nostri concittadini lamentano che mentre a Casalborgone, abitualmente, si ignorano i sensi unici, si parcheggia dove capita, non si rispettano i limiti di velocità, e gli stop, la settimana scorsa erano impegnati quattro agenti delle varie polizie municipali, tra cui anche quella di Casalborgone, nell’attuare, nel Comune di San Sebastiano sulla S.S. 590  una vera e propria trappola pergli automobilisti. Gli agenti disposti in due  pattuglie a qualche centinaio di metri di distanza tra di loro, operavano con la prima pattuglia con il controllo con il telelaser con le regolari segnalazioni come previsto dalla legge, ma con scarsi risultati economici, in quanto come è noto le postazioni di autovelox e telelaser, dovrebbero avere principalmente funzione preventiva, ovvero far si che gli automobilisti perdano l’abitudine di percorrere determinati tratti di strada ad elevate velocità, per questo la normativa prevede che le pattuglie devono posizionarsi in modo visibile, e la postazione deve essere segnalata chiaramente ad una determinata distanza prima postazione stessa. In questo caso nulla da eccepire sulla prima pattuglia, in quanto la trappola, tanto subdola quanto odiosa, era nella seconda pattuglia, che fermava e sanzionava tutti coloro che lampeggiavano con i fari alle autovetture provenienti in senso opposto. Un comportamento che possiamo definire di “solidarietà tra automobilisti”, peraltro anche inutile, vistala presenza dei cartelli ammonitori, ma che certamente non compromette la sicurezza di nessuno, anzi, se vogliamo integra quella forma di prevenzione per cui vengono impiegati sistemi di controllo della velocità.  In questa trappola, tra i tanti automobilisti, sono caduti anche alcuni Casalborgonesi, increduli di essere fermati e sanzionati solo per avere lampeggiato coni fari. Se queste sono le premesse della convenzione, pare evidente che l’obiettivo fissato dalle Amministrazioni Comunali non è altro che “fare cassa”. Qualcuno potrebbe pensare “almeno entrano soldi nelle casse comunali avremmo migliori servizi”. Purtroppo le cose non stanno così, l’importo della sanzione andrà per il 50% alla Provincia di Torino, proprietaria della strada ed il restante 50% , in questo caso, al Comune di San Sebastiano perchè le sanzioni sono state contestate sul suo territorio comunale. In conclusione, quattro agenti impegnati a sanzionare chi lampeggia con i fari, di cui uno pagato dai Casalborgonesi, mentre nel nostro comune, dove le strade sono dei percorsi di guerra, si parcheggia abitualmente in divieto di sosta, si viaggia contro senso o si percorrono le stradine collinari, ove il limite di velocità dovrebbe essere di 30 km/h, ad elevate velocità, senza che nessuno batta ciglio. Se queste sono le premesse, a prescindere dal fatto che il codice della strada prevede una sanzione, se pur minima, a chi segnala la presenza di posti di controllo, posizionare quattro agenti disposti in due postazioni per realizzare una “trappola”, nulla  ha a che vedere con la prevenzione della sicurezza stradale. Pare evidente che l’obiettivo fissato dagli Amministrazioni è solo fare cassa e non importa nulla della prevenzione e del territorio.

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Blogger: Emiliano Rozzino

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