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MONTEU DA PO. Piovono… gli alberi!

Perché sono stati abbattuti i quattro tigli di corso Industria? Perchè sono stati contrassegnati altri due platani nel filare di piazza Bava?

Semplice: perché sono malati. “Chiunque s’intenda un minimo di vegetazione, lo capisce…”.

Perché il campo sportivo è stato chiuso? Elementare: perché i danni provocati dai vandali sono ben visibili, anche “senza dover entrare nell’impianto...”.

Le due risposte che il sindaco Vittorio Covacci ha reso in Consiglio comunale all’opposizione di Laura Gastaldo, in riferimento ad altrettante interrogazioni, non fanno una grinza.

Il primo cittadino è stato chiaro, chiarissimo, nel replicare alle preoccupazioni della minoranza.

I quattro tigli sono stati abbattuti ad inizio luglio. “Per motivi familiari non ero presente quando la Città Metropolitana ha provveduto al taglio delle piante – ha inforcato il sindaco -. C’erano gli assessori Ferrero e Walter. Avendo notato lo stato di degrado in cui si trovavano le piante, visibile anche da uno sguardo ai ceppi, non porremo alcun reclamo alla Città Metropolitana”. “La sicurezza viene prima di tutto…”, ha aggiunto il primo cittadino: quindi, anche i due alberi di piazza Bava avranno il loro mesto destino.

Intanto, giovedì mattina una motosega ha di nuovo colpito in centro paese. E’ stato abbattuto uno dei platani secolari di piazza San Grato.

Non un cenno alla popolazione – s’arrabbia Laura Gastaldo -. Non una comunicazione, un avviso, un segnale. Per di più strada Mezzana è rimasta bloccata dall’automezzo al lavoro. Che cosa mai era successo da rendere così urgente l’abbattimento? Nell’ultimo Consiglio comunale avevo chiesto notizie del perché tale albero fosse stato contrassegnato con un segno rosso, da chi e perché, mettendo in guardia da interventi radicali su una pianta pressoché secolare, se non dopo aver fatto eseguire un’accurata indagine e verifica da parte di un esperto in materia, come era stato fatto per l’alberata dei tigli. Il platano era veramente malato e quindi pericoloso come stabilità? Perché nessuno ha detto niente?

Chi è nato prima della guerra si ricorda che questi alberi già c’erano”, conclude Gastaldo.

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