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MONTANARO. Impennata della differenziata. La percentuale sale del 6 per cento

C’erano anni in cui Montanaro era un comune virtuoso, anni in cui i valori della raccolta differenziata in paese facevano impallidire gli altri Comuni. Parliamo di tanti anni fa, perché poi le cose sono profondamente cambiate e il paese ha spesso rischiato di essere fanalino di coda.

Per la prima volta dopo tanti anni, però, i dati segnano un incontrovertibile variazione di marcia.

I dati raccolti nel primo semestre del 2017, infatti, segnano un’impennata del 6 percento sulla raccolta differenziata in paese.

Nel 2016 Montanaro era ferma al 51,58 percento. Il primo semestre del 2017, invece, ha fatto registrare un 57,79 percento che fa rientrare il Comune guidato dal sindaco Giovanni ponchia, tra i più virtuosi.

Tradotto in soldoni, tutto questo, cosa significa?

Significa che il primo cittadino ha margini di trattativa con Seta per poter rivedere il servizio e limare ulteriormente la tariffa.

Questo risultato – spiega il sindaco Giovanni Ponchia non è frutto del caso. E’ quanto accaduto grazie alla diminuzione dei passaggi della raccolta del rifiuto indifferenziato. Dallo scorso mese di febbraio, i passaggi si sono ridotti del 50 percento. Seta ritira l’indifferenziato solo ogni 15 giorni e questo ha spinto i cittadini a differenziare di più”.

Il trend positivo registrato, permette ora al sindaco di poter trattare su altri servizi: “E’ già stato intavolato un discorso con Seta per la riduzione di un servizio aggiuntivo molto onoreso”. Per ora Ponchia non vuol specificare di quale servizio si tratti, non avendo ancora stato firmato l’accordo con Seta.

Quel che è certo è che non si tratta di un servizio di quelli ritenuti essenziali. “Son certo che la gente non se ne accorgerà neppure. Si tratta di onerosissimi servizi aggiuntivi accettati nel maggio del 2014 dall’ex sindaco Marco Frola. Qui ci siamo ritrovati il massimo su tutto. Il massimo dei servizi, il massimo della tariffa. E’ come se avessimo acquistato un’auto full optional quando avremmo potuto benissimo rinunciare a qualche accessorio per risparmiare un po’”. Essendo il piano Seta bloccato fino al 2018, fin ora non è stato possibile per i Comuni ricontrattare i servizi, cosa che, invece, si può fare adesso: “E’ per questo che abbiamo aspettato fino ad oggi  incalza Ponchia -, ma fosse stato per me, io quel piano non l’avrei mai firmato”.

Quel che c’è da aspettarsi per il 2018, quindi, è una nuova riduzione della tariffa rifiuti.

La percentuale della riduzione sarà tra il 4 e l’8 percento. Forse qualcosina in più. – spiega Ponchia – l’unico dato certo è che questa amministrazione negli ultimi tre anni è sempre riuscita ad abbassare la Tari, mentre le amministrazioni precedenti non hanno fatto che aumentarla”.

Nel 2016 l’amministrazione Ponchia ha abbassato la tassa di un piccolo 2 percento.

nel 2017 di un ulteriore 4 percento (sconto ottenuto grazie alla riduzione dei passaggi della raccolta differenziata).

per il 2018 ancora non si sa di quanto sarà, ma certamente non inferiore a quello dello scorso anno, arrivado così all’11 percento in meno in soli tre anni.

La nota negativa, in tutto questo sono gli 80mila euro l’anno che il comune dovrà a Seta fino al 2019. Si tratta dell’elusione fiscale cumulata tra il 2006 e il 2010. Circa 500mila euro di tasse non pagate dai cittadini che toccherà mettere al Comune: “E’ così dappertutto – precisa Ponchia – la tariffa rifiuti cuba sul nostro Bilancio circa un milione di euro l’anno. L’elusione fiscale è un fatto con cui tutti i comuni si trovano a che fare. Il dato del 10 percento di elusione, purtroppo, è in linea con tutti i Comuni del Nord Italia. Sono certo che ridurre la tariffa è un segnale forte che spingerà a pagare la tassa tutti coloro i quali non lo  fanno perché troppo cara. Pagare meno per pagare tutti è la strada da percorrere”.

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