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Fabio Rinaldi ha conquistato il secondo gradino del podio della stracittadina con un tempo di 33’04” staccato dal 25enne Gianluca Ferrato dell’Atletica Pinerolo

MONTANARO. Fabio Rinaldi, sul podio della Stratorino

Indossava il pettorale numero 17, domenica, alla Stratorino. Fabio Rinaldi, un montanarese doc che in questi anni ci ha abituati ai suoi successi, alle sue avventure, alle sue sfide, domenica è salito sul secondo gradino del podio. Nonostante quel numero, 17. Nonostante gli anni, 45. Nonostante quelle tre dita in meno in un piede che da piccolo fecero dire ai pediatri che non avrebbe mai camminato. Infatti, Fabio Rinaldi ha sempre corso. Domenica ha chiuso in 33’04”, staccato dal 25enne dell’Atletica Pinerolo Gianluca Ferrato. La prima Stratorino di Fabio Rinaldi è del 1997. Arrivò secondo. L’anno successivo, invece, salì sul primo gradino del podio. Un trionfo che aprì la strada dell’agonismo a quel ragazzo di appena 22 anni, che fino ad allora aveva fatto il giornalaio. Nel 2002 diventa campione italiano di Maratona. Nel 2004 per un soffio, non parte per le Olimpiadi di Atene. E’ l’anno della sua ultima vittoria alla Stratorino, la quinta, e dell’addio all’agonismo. Fabio Rinaldi appende le scarpe da corsa al chiodo per inforcare la due ruote, altra sua grande passione. Diventa anche un fotografo molto apprezzato. Ed è così che lo scorso anno Fabio ha deciso di partire per l’America. Non un viaggio come un altro, ma un “coast to coast” in sella alla sua bici per raccontare “L’Amerca che non ti Aspetti”. Un racconto fotografico che passa attraverso le persone, agli incontri casuali e le storie trovati lungo il cammino.

Domenica Fabio Rinaldi, 20 anni dopo il suo primo successo alla Stratorino, ha deciso di rimettersi in gioco. Di andare a correre e lo ha fatto spinto dalla ricerca di quel calore della gente, da quell’entusiasmo che nel 1995 lo portarono per la prima volta a correre la stracittadina.  Lo stesso entuasiamo e calore del pubblico che domenica hanno accolto un altro secondo classificato, Marco Catania (39’23”), triatleta in carrozzina. Catania vive a Chivasso. Il più veloce tra i disabili invece è un atleta di Settimo, Simone Chiarolla, che è sceso sotto il muro della mezz’ora  e ha accelerato il cammino verso le Paralimpiadi.

La prossima sfida per Fabio Rinaldi ha già una data: 4 novembre, Maratona di Torino.

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