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MONTANARO. Allarme truffe: “Vogliamo un incontro”

Paese in subbuglio per i segni trovati vicino ai citofoni di molti montanaresi. “Ho trovato il citofono segnato con una sigla – denuncia una donna – anche ad altre persone di montanaro alle quali ho telefonato è successa la stessa cosa. Ho avvisato i Carabinieri, vorrei solo condividere con i Montanaresi perché possano controllare”. Nei giorni scorsi sono state molte le segnalazioni di questo titpo. Tutti hanno pensato che si trattasse di una sorta di  linguaggio in codice utilizzato dai topi d’appartamento per segnalare la presenza, o meno, di person, cani da guardia, sistemi di antifurto, nelle abitazioni prese di mira.

Nulla di tutto questo, invece.

I carabinieri della locale stazione si sono subito mossi per cercare di capire e hanno scoperto che zingari e ladri questa volta non c’entravano proprio nulla: “Abbiamo appurato che gli autori di tali segni sono persone incaricate a vendere contratti di fornitura di energia elettrica porta a porta; contattata la società responsabile dalla locale Stazione Carabinieri, è stata invitata a riferire ai propri dipendenti di non ripetere più tali comportamenti onde evitare inutile allarme sociale. Per questi motivi i segni NON sono attribuibili a possibili autori di furto. Si raccomanda sempre e comunque di prestare la massima attenzione ai proprio parenti più anziani”.

Sufficiente per rasserenare gli animi?

Forse, ma c’è chi chiede un incontro pubblico per parlare di questi temi, tanto cari alla popolazione: “Egregio sindaco – scrive una montanarese – a seguito dei tentativi di truffa ai danni dei nostri concittadini, chiedo vengano tenuti dei corsi con persone qualificate, per insegnare, soprattutto agli anziani come comportarsi in caso di questi incresciosi episodi. Nella speranza che questo mio suggerimento sia utile alla citta”.

E mentre il sindaco, Giovanni Ponchia, pensa a come muoversi, c’è già chi ha pensato di coinvolgere in un simile progetto, le associazioni del territorio.

Si tratta di Roberto Bena, de “La Rosa dei 20”: “Non credo possa farsene carico il Comune ma è un’idea interessante magari da sviluppare tra le associazioni del territorio”. Un progetto piaciuto molto anche alla presidente de La Rosa, Eva Saroglia, che risponde con entusiasmo: “Sì è una bella idea!”.

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