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Brandolini Giuseppe

MONTALENGHE. Il sindaco Grosso patisce il nostro fiato sul collo…

Cominciamo subito con la tematica più “scottante”: i 900mila euro di lascito. Cosa non funziona nella gestione della cospicua eredità da parte dell’amministrazione comunale?
Noi riteniamo che l’amministrazione abbia avuto una mano un po’ troppo leggera nell’affittare la progettazione a trattativa diretta, quindi non mettendola sul mercato e a un costo leggermente maggiore. Inoltre, pensiamo che alcune scelte prese dal sindaco Grosso potessero esser migliori pensiamo all’ambulatorio: è stato scelto di realizzarlo in locali per noi non idonei e con una grande spesa. Altra cosa che contestiamo riguarda il salone polivalente: con un po’ più di perseveranza, si sarebbero potuti realizzare anche un campo da basket e un campo da pallavolo da affittare. Così è praticamente soltanto un salone per mangiare e per qualche spettacolo.
A questo proposito, c’è poi stato l’incontro pubblico richiesto al sindaco…
L’incontro c’è stato tempo fa. Il sindaco è venuto, ma non si è seduto al banco dell’amministrazione, predisposto, bensì si è accomodato con il pubblico, di fatto dando le spalle alla popolazione. In quell’occasione ha ribadito di aver vinto le elezioni e di far quindi ciò vuole. 
Questa è la sintesi di quella serata. 
Quali sono le criticità di Montalenghe oggi?
Il sindaco ha appaltato tutti i lavori, noi possiamo solo verificare che quello che fa sia ben fatto. Contestiamo il fatto che, di sua iniziativa, abbia voluto spendere 250mila euro per ricoprire corso Meinardi con autobloccanti: ha avviato un mutuo per un lavoro solo, quando si poteva, invece, asfaltare tutte le strade. Questo è un altro motivo di arrabbiatura.
Può sembrare che gli si dia sempre contro, ma non è così. Lui è al suo terzo mandato e i primi due li ha gestiti con un’opposizione completamente inesistente. Adesso, quando noi gli stiamo con il fiato sul collo, va in difficoltà. Altro problema che abbiamo riscontrato riguarda le decine di profughi giunti in paese: non c’è un controllo sufficiente da parte del Comune sulla gestione delle cooperative. Questo ha portato, qualche giorno fa, alla morte di una bambina di due mesi. Probabilmente sarebbe morta lo stesso, ma quando è successo non c’era nessuno della cooperativa presente.
Quale sarebbe la sua ricetta di rilancio per Montalenghe?
Una presenza continua dell’amministrazione sul territorio: quella attuale, d’altronde, non ha assolutamente contatto con il pubblico. 
Una gestione differente del lascito avrebbe potuto dare lustro al paese. 
Il sindaco si sta mangiando il tesoretto: qualsiasi persona che sarà eletta dopo di lui -visto che è al terzo mandato- si troverà in grandissima difficoltà.
Mancano anche quei piccoli passi che permetterebbero di avere un paese più pulito, con asfaltature curate, aree verdi curate, una scuola che funzioni. A questo proposito, l’amministrazione non si è ancora interessata, per negligenza, alla problematica della scuola materna, dove sono mesi che si dovrebbe rifare un pavimento in linoleum.
Infine, sarebbe necessaria una sensibilizzazione del paese sulla raccolta differenziata dei rifiuti: questo è stato anche oggetto di battaglie e assemblee pubbliche, a cui purtroppo non ha partecipato quasi nessuno, proprio perché l’amministrazione non è stata in grado di sensibilizzare la popolazione su questo tema.

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