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MONDOVI’. Riaperto il caso dell’operaio suicida: la Procura di Cuneo indaga

La sua morte, sei anni fa, fu archiviata come suicidio. Ora, dopo la memoria presentata da due legali incaricati dalla madre, che mai si era rassegnata, alla Procura della Repubblica di Cuneo, il caso è stato riaperto. E come primo atto è stata disposta la riesumazione della salma.
A morire il 26 maggio 2012 con la testa infilata in un sacchetto di nylon, fu Mihai Marcel Balcan, operaio romeno di 31 anni, trovato dalla madre Elena senza vita al suo rientro, in una casa della frazione Pascomonti. Le indagini portarono però all’archiviazione come “suicidio”. La madre però non si era rassegnata e si era anche rivolta alla trasmissione “Chi l’ha visto”. Poi aveva consegnato tutto ciò che poteva metteva in dubbio il suicidio, compreso il cellulare del giovane con una misteriosa registrazione di poco precedente alla sua morte, a due avvocati di Mondovì, che alcuni mesi fa presentarono la memoria. La titolare del fascicolo è il il sostituto procuratore Marinella Pittaluga. Le indagini sono condotte dalla sezione reati contro la persona della Squadra Mobile della Questura di Cuneo. Al momento gli inquirenti tengono sul caso il massimo riserbo.

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