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MILANO. Torna utile in trimestre Mps, conti Intesa sopra attese

Montepaschi è tornata a vedere il segno più. La banca senese ha infatti chiuso l’ultimo trimestre con un utile da 242 milioni di euro. Da inizio anno, i conti restano comunque in rosso per 3 miliardi. A Rocca Salimbeni si cominciano a vedere gli effetti dell’intervento dello Stato, anche sotto l’aspetto della governance. Dopo aver approvato i risultati, il cda si è dimesso e ha convocato l’assemblea per il 18 dicembre, quando sarà nominato il board targato ministero dell’Economia, che è destinato a salire al 68% del capitale.
Conti ben più floridi in casa Intesa Sanpaolo, che ha archiviato i primi nove mesi dell’anno con un utile a 2,469 miliardi di euro, sopra le aspettative ed in crescita rispetto ai 2,335 miliardi dello stesso periodo del 2016. Con il contributo di 3,5 miliardi per l’acquisizione delle banche venete, l’utile è pari a 5,888 miliardi di euro. I risultati sono in linea con l’impegno a distribuire 3,4 miliardi di dividendi per il 2017.
Nel giorno dei conti, l’attenzione degli analisti si è concentrata sull’impatto che su Intesa avranno le venete e l’addendum della Bce. Il consigliere delegato, Carlo Messina, ha ricordato come il terzo trimestre rifletta l’impatto di Popolare Vicenza e Veneto Banca, che hanno ancora una “struttura del conto economico che presenta forti squilibri”. Ma per quest’anno si prevede un “impatto neutro” ed un contributo positivo “sull’utile per azione a partire dal 2018”. Negli ultimi 24 mesi i crediti deteriorati lordi son calati di 11 miliardi, con un aumento del livello di copertura pari al 49,5%, rispetto al 48,8% di fine 2016. Con l’addendum della Bce non si prevede “alcun impatto – ha detto Messina – sui dividendi e sul capitale”. Intesa Sanpaolo è ottimista sul futuro, potendo contare su 12 miliardi di capitale in eccesso. “Un problema felice – scherza Messina – che ci vede in ottima forma ed in grado di mantenere questa posizione” sul fronte dei dividendi.
In casa Mps pesa invece l’andamento della raccolta, in calo dello 0,7%, ma fa ben sperare la crescita da 11 miliardi dall’inizio dell’anno di conti correnti e depositi, un risultato previsto come target al 2019. Anche l’ad dell’istituto senese, Marco Morelli, non è preoccupato per le nuove norme della Bce in tema di copertura di crediti deteriorati: “Siamo pronti ad affrontare un cambiamento del contesto normativo”, ha detto. Poi ha ribadito una sua convinzione: “Saremo in grado di recuperare una posizione solida nel sistema bancario italiano”.

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