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MILANO. Sicurezza: Operazione Expo, 2.300 militari per 25 arresti

A 24 ore dalla chiusura di Expo, il sentimento generale tra gli addetti ai lavori del comparto sicurezza è quello del sospiro di sollievo. Tutto è andato secondo i piani, gli scenari più negativi per cui ci si era preparati sono rimasti solo ipotesi di studio e, forse, non è stata solo questione di fortuna. “Operazione Expo”, facendo i debiti scongiuri, è andata bene dal punto di vista della sicurezza. Questo il senso del bilancio finale fatto oggi a Milano dal ministro della Difesa, Roberto Pinotti. “Expo è stata una scommessa che possiamo dire di aver vinto. Grazie ai nostri militari, alla loro professionalità e discrezione, è stato un evento di successo anche in tema di sicurezza”. Pinotti non ha nascosto l’entusiasmo parlando alla caserma Santa Barbara di Milano, dove ha voluto portare personalmente il saluto e il ringraziamento a un migliaio di militari, parte dei 2.300 che, 24 ore su 24, hanno prestato servizio durante i sei mesi di Expo. “Ho fatto richiesta di essere qui con voi per dirvi grazie di persona – ha detto il ministro alla presenza del capo di Stato maggiore della Difesa, il generale Claudio Graziano, del capo di Stato maggiore dell’esercito Danilo Errico, e dei vertici di polizia e carabinieri – Il vostro lavoro merita un plauso per la professionalità. All’inizio c’era il timore che la vostra presenza così importante potesse militarizzare l’evento ma la vostra discrezione ha sfatato qualunque dubbio e preconcetto”. Sono stati 2.300 i militari che hanno partecipato alle operazioni “Expo” e “Strade sicure”. Una presenza capillare che nei numeri si traduce in 45.234 mezzi controllati, 364 persone identificate, 25 arresti, 100 denunce, 34 fermi, 17 armi sequestrate, 204 articoli contraffatti sequestrati, 142 interventi di soccorso ai visitatori e oltre due milioni di chilometri percorsi in città. “L’esperienza acquisita dai nostri militari all’estero, per esempio in Afghanistan – ha continuato il ministro – ha aiutato nella gestione e nell’organizzazione della sicurezza del sito di Expo. Abbiamo avuto il riconoscimento da molti capi di Stato stranieri e sentire il presidente del Consiglio lodare pubblicamente il lavoro svolto dai militari e il successo dell’evento è per me motivo di grande orgoglio”. Ma non è stato tutto semplice. “Il momento più difficile è stato probabilmente quello iniziale, la fase della programmazione. Del resto è una macchina gigantesca”. Per questo è stato istituito il Com, il centro operativo misto di via Drago, una sala operativa voluta dalla Prefettura già nel 2014 per pianificare e coordinare l’attività di tutte le forze dell’ordine impegnate per garantire la sicurezza dell’evento mondiale 24 ore al giorno per sei mesi. Dalla sua apertura il Com ha gestito 2.056 interventi, di cui 1.065 (il 51,8% per cento) in ambito di Security: la supervisione e il coordinamento dell’accessibilità al sito; le verifiche dei controlli di sicurezza sull’ingresso dei mezzi, delle merci e delle persone; il monitoraggio delle visite delle autorità al sito espositivo; il controllo dei sorvoli; il coordinamento degli interventi in caso di atti dolosi, aggressioni, furti.

Altri 805 interventi (il 40,2%) sono relativi all’ambito Safety, ovvero le attività sul soccorso alle persone, il coordinamento degli interventi in caso di incendi, guasti, ritrovamento di borse abbandonate con l’intervento degli artificieri. Altre 166 azioni (l’8%) si riferiscono all’ambito Mobilità.

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Blogger: Fabio Mina

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