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MILANO. Olimpiadi: la strana alleanza Sala-Zaia. “Teniamo vivo il sogno”

‘L’alleanza dei ragionevoli, contro chi va avanti per slogan’. Nel fronte che ha unito il sindaco di Milano d’area Pd Beppe Sala, e i leghisti Luca Zaia e Attilio Fontana, governatori di Veneto e Lombardia, viene raccontata così la mossa con cui è stato superato il ‘no’ della Torino governata dal M5S alla candidatura a tre ai Giochi invernali 2026, tenendo vivo il sogno olimpico. Lo strano patto ha preso forma nella notte, all’ultima curva della travagliata corsa verso Losanna, aprendo un nuovo scenario e una crepa nell’asse di governo Lega-grillini.
Venerdì il sottosegretario Giancarlo Giorgetti ha inviato ai sindaci delle tre città, e al presidente del Coni Giovanni Malagò per conoscenza, la lettera con il protocollo di intenti per la candidatura, chiedendo risposta entro lunedì. Ieri il sindaco di Cortina, Gianpietro Ghedina, e Sala hanno risposto positivamente a Giorgetti e in copia a Malagò. Da Torino, Chiara Appendino ha risposto solo a Giorgetti. Il suo responso negativo si poteva intuire dall’attacco lanciato poi in serata dal sottosegretario M5S Simone Valente contro Sala. A Milano lavorano al progetto da dieci mesi, ricchi di polemiche e tensioni, soprattutto dopo l’avvento del governo gialloverde. La convinzione che non si possa perdere un’occasione più unica che rara è stato il motore dell’accordo, che politicamente può sembrare strano ma va nel solco di quanto succede da qualche anno fra centrosinistra e Lega nel capoluogo lombardo, dove la tendenza è quella di superare le trincee politiche di fronte ai grandi eventi. E’ avvenuto fra la giunta Pisapia e la Lombardia di Maroni (non a caso ha subito applaudito al lancio della candidatura a due) per Expo, poi fra Sala e Maroni, e negli ultimi mesi fra Sala e Fontana. In questo caso c’è però un terzo alleato, Zaia, e una clamorosa novità: una controparte                 sgambettata, che è il partner di governo della Lega.
La nuova intesa politica è stata trovata in poche ore e non ci sarebbero problemi su come verranno ridistribuiti gli eventi previsti a Torino negli studi di fattibilità: quelli sulla neve a Cortina, gli altri a Milano. Chi è rimasto in corsa ritiene che l’organizzazione a due possa essere anche più semplice.
Intanto Cortina ha già accettato di mettere il proprio nome dopo quello di Milano. Resta da capire come verrà affrontato il finanziamento dell’evento, stimato in 380 milioni di euro. Il Governo si è tirato fuori annunciando che non si prenderà oneri.
Così viene meno quella terza gamba (dopo città e Coni) definita fin qui indispensabile da Malagò. Ma chi conosce bene le vicende del Cio è convinto che nulla sia impossibile. Intanto a Losanna le garanzie le metteranno Lombardia e Veneto, fra le regioni più ricche d’Italia: ma in una parte del M5S c’è il sospetto che, estromessa Torino, a un certo punto si proverà a tornare ad attingere ai soldi statali.

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