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Matteo Salvini

MILANO. Lettera aperta a Salvini da 200 mila persone

“Una lettera aperta a Matteo Salvini firmata da 200mila persone”: Gabriella Nobile, mamma adottiva di due bambini arrivati dall’Africa e presidente dell’associazione Mamme per la pelle, tra le prime a immaginare la grande manifestazione di oggi ‘People – prima le persone’, a fine corteo non nasconde la sua soddisfazione. “Tra di noi, qualche mese fa, dicevamo ‘se non arriviamo a 200mila – scherza – siamo degli sfigati’, ma sapevamo che ci sarebbe stata tanta gente, perché questa manifestazione è stata fatta al riparo dalla politica, parlando di inclusione, di solidarietà e di amore”.
“Chi meglio di noi può essere esempio di inclusione? I nostri figli ci hanno incluso” dice, abbracciando i suoi bambini, la mamma milanese che nel febbraio 2018 aveva scritto una lettera aperta a Salvini per “ringraziarlo”, “perché sta regalando ai miei figli dei momenti di terrore davvero fuori dal comune”. La lettera di Gabriella è diventata virale e ha fatto incontrare le tante mamme preoccupate, comprese quelle siciliane che hanno adottato bambini non accompagnati arrivati in Italia con i barconi. Ne è nata una associazione culturale e oggi mamme e bambini sono arrivate da tutta Italia per aprire la manifestazione, tutti riuniti dietro lo striscione “il mondo che vogliamo è una storia a colori”. In mano a ogni bambino, un colorato palloncino-mappamondo, sul volto di ogni mamma un sorriso raggiante. “La nostra non è un’associazione di madri adottive ma di madri che hanno figli di etnie diverse e che temono per il loro futuro perché pensiamo – dice Adriana Pumpo, che ha un figlio arrivato dal Congo e una bambina bellissima che viene dal Burundi – che il clima nell’ultimo anno si sia ulteriormente inasprito e che gli episodi di razzismo continuino ad aumentare”.
Tantissimi – con centinaia di bambini e ragazzi di tutti e nove i gruppi milanesi – anche gli scout laici del Cngei che sfilano in testa al corteo, insieme al sindaco Giuseppe Sala, cantando ‘Bella ciao’. “Questa è un’ottima occasione per ragionare con la propria testa, uno spunto educativo molto forte” dice il coordinatore Andrea, ricordando la presa di posizione della federazione all’indomani dell’approvazione del decreto sicurezza, quando gli scout dissero chiaramente: “Vogliamo contribuire con il nostro servizio educativo ad essere sentinelle di speranza, affinché il nostro Paese senta propria la sfida di avere uno sguardo coraggioso per trasformare in opportunità di rinnovata umanità ciò che oggi la paura fa apparire come un problema”. Oggi lupetti ed esploratori lo hanno ribadito, così come le famiglie arcobaleno, i papà e le mamme, i nonni e i nipoti e i ragazzi e le ragazze che hanno scritto una poesia di Rodari su un cartellone: “Pelle bianca come la cera- pelle nera come la sera – pelle arancione come il sole – pelle gialla come il limone – tanti colori come i fiori. Di nessuno puoi farne a meno – per disegnare l’arcobaleno – Chi un sol colore amerà – un cuore grigio sempre avrà”. Discreto ma attento il servizio d’ordine disposto dalla Questura per quella che si è rivelata una festa

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