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Intesa Sanpaolo e Ubi schierano advisor per l'offerta
GIUSEPPE PEPPE LUCIANO CALOGERO PROVENZANO MINISTRO PER IL SUD E LA COESIONE TERRITORIALE SULLO SCHERMO UBI BANCA INTESA SAN PAOLO

MILANO. Intesa Sanpaolo e Ubi schierano advisor per l’offerta

Intesa Sanpaolo e Ubi banca schierano le squadre degli advisor che assisteranno i due istituti nell’offerta pubblica di scambio volontaria lanciata da Ca’ de Sass. Intanto arriva la posizione della Fondazione Caricuneo che ha espresso il “sostegno e la condivisione della posizione assunta dal Comitato Azionisti di Riferimento (Car) di Ubi Banca” che la scorsa settimana ha bocciato l’offerta pubblica di scambio di Intesa Sanpaolo. Il gruppo bancario guidato da Carlo Messina avrà al suo fianco Mediobanca che agirà come Sole M&A e Lead Financial Advisor dell’operazione e coordinerà, con gli altri consulenti finanziari J.P. Morgan, Morgan Stanley & Co. International, Ubs Investment Bank e Equita Sim, le relative attività e relazioni con i mercati finanziari. In casa Ubi banca, invece, Goldman Sachs affiancherà il Credit Suisse come advisor nella valutazione dell’offerta e delle possibili alternative rispetto alla proposta di Ca’ de Sass. La formazione dei consulenti che dovrà assistere il consiglio d’amministrazione di Ubi potrebbe non essere completa e allargarsi presto a una terza banca. In casa Intesa Sanpaolo si lavora per presentare le istanze per le autorizzazioni da parte di Bce, Banca d’Italia, Ivass e le autorità straniere interessate. Entro il 7 marzo, inoltre, sarà presentato il documento dell’offerta alla Consob. Altro appuntamento è l’assemblea straordinaria dei soci, convocata per il 27 aprile per l’aumento di capitale finalizzato all’offerta. L’operazione, almeno per il momento, non sembra senza ostacoli con la bocciatura da parte del Car, il patto di consultazione che vincola il 17,7% del capitale di Ubi banca, e del Patto dei Mille (1,6%). Sulla stessa posizione si è allineata la Fondazione Caricuneo, ricordando di avere grande “attenzione alle ricadute locali delle proprie scelte”.La Fondazione Crc, che è parte del Car, ha precisato che le operazioni su opzioni fatte in questo periodo non modificano la quota posseduta, pari al 5,908% del capitale di Ubi.

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