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MILANO. Intesa, Guzzetti: “Alla lista non manca niente, pronta il 29”

Alla lista delle fondazioni per il Cda di Intesa Sanpaolo “non manca niente”. Lo ha assicurato il presidente di Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti, rinviando alla fine della prossima settimana la presentazione dei nomi per il rinnovo del Cda all’assemblea del 30 aprile. “Il termine per il deposito è il 29 di marzo e per il 29 ci sarà la lista”, ha affermato parlando delle candidature con gli altri enti (Compagnia San Paolo, Carisbo, Carifirenze, Cariparo) coi quali Cariplo, socia col 4,38%, a fine gennaio ha siglato un patto di consultazione sul 16,54% del capitale. Nell’ultima riunione dei presidenti degli enti il quadro è stato definito, con peraltro qualche strascico all’interno della Compagnia torinese, primo azionista con il 6,79%, che in cambio della conferma di Gian Maria Gros alla presidenza vedrà ridursi da 5 a 3 i suoi rappresentati nel board. Fra questi dovrebbero essere indicati i nomi di Bruno Picca e di Patrizia Polliotto mentre Luciano Nebbia, pur nato e cresciuto all’interno del Sanpaolo, verrà espresso da Carifirenze. Il consenso era già stato trovato invece, insieme a quello su Gros Pietro, sulla conferma del vicepresidente Paolo Colombo mentre non è mai stata messa in discussione quella del consigliere delegato della banca, Carlo Messina che nel 2018 ha ricevuto compensi per 3,63 milioni in contanti e 1,38 milioni in azioni. Le fondazioni socie, che esprimeranno 14 dei 19 membri del Cda, concordano poi sul fatto che Giovanni Bazoli resti presidente onorario. “I cinque presidenti delle fondazioni hanno recentemente espresso un forte convincimento che il professore Bazoli deve continuare anche nei prossimi anni in questa attività” ha indicato Guzzetti. “La carica di presidente emerito Bazoli se la merita” ha proseguito ricordandone “i grandi meriti” nella creazione di Intesa Sanpaolo, nata 12 anni dalla fusione tra i due istituti. Riguardo invece a una eventuale presidenza onoraria in Fondazione Cariplo, Guzzetti, che si prepara a passare la mano alla guida dell’ente milanese, ha replicato di essere “contrario a prevedere un presidente emerito od onorario, quando uno ha finito la sua esperienza deve lasciare pieno campo al nuovo presidente, al nuovo Cda e alla nuova commissione centrale di beneficienza”. “Poi se chiedono pareri è chiaro che deve esserci la massima disponibilità a collaborare”.

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