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carlo petrini
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MILANO. Expo: Caritas e fame nel mondo, stop alle grandi compagnie

Se il fondatore di Slow Food, Carlo Petrini, è andato giù duro – l’ Expo “è un’opportunità persa, si poteva fare di più” – la Caritas si è limitata a una tiratina di orecchie: “La Carta di Milano ha aspetti positivi, ma qualcosa di più si sarebbe voluto”. Oggi alla manifestazione milanese si è parlato sul serio di contenuti. Quelli che, sia all’occhio laico sia all’occhio cattolico, sono apparsi il lato ancora debole della manifestazione.

A portarne in dosi abbondanti è stata la ricerca presentata ad Expo durante il Caritas Day, per la Campagna contro la fame nel mondo ‘One human family, food for all’, lanciata da Papa Francesco a dicembre 2013. Le persone che non hanno cibo a sufficienza sono 805 milioni. Un dato che ha suggerito all’organismo pastorale della Cei la seconda stoccata, stavolta più dura, rivolta ‘ai ricchi’: per combattere la fame nei Paesi in via di sviluppo “si devono aiutare i piccoli agricoltori, non le produzioni su grande scala”, ha detto il segretario generale Caritas internazionale, Michel Roy. Il presidente di Caritas Italia, monsignor Luigi Bressan, ha stretto il cerchio: “Auspichiamo interventi sulle grandi compagnie, su quelle dove esiste corruzione e sfruttamento. Bisogna tornare all’economia familiare. Le produzioni in larga scala di the, caffè o banane a noi servono molto, ma alla gente del posto meno”. Dirlo a Expo non è scontato. Questo è luogo dove ci si interroga su come ‘Nutrire il pianeta’, ma è anche terra di mega-padiglioni di multinazionali.

Insomma, contenuti. Anche il sindaco Giuliano Pisapia ne ha parlato nel suo saluto al Caritas Day: Expo “non deve essere solo una vetrina di prodotti, ma un luogo di dialogo concreto”. La Caritas era entrata a Expo in punta di piedi. E’ presente con un’edicola di pochi metri quadrati: dentro c’è un rottame di auto carico di armi e contornato da pane. Ma, oggi, il Caritas Day è stato uno degli appuntamenti più di sostanza, con la presenza del neo-presidente della Caritas Internazionale, Luis Antonio Tagle, e di 174 delegati delle sedi attive in 85 Paesi. “Il cibo è un diritto – ha detto il ministro Maurizio Martina, inviando il suo benvenuto – e la lotta alla fame un dovere dei Governi. Proprio questo è uno dei pilastri della Carta di Milano. Firmarla, come hanno già fatto Renzi e il Premio Nobel Amartya Sen, significa assumersi responsabilità precise”. E “noi vigileremo”, lo ha messo in guardia il commissario Caritas per Expo, Luciano Gualzetti.

 

La Piazza della Biodiversità di Slow Food

 

Un padiglione a basso impatto ambientale, un’installazione che continuerà a vivere anche dopo Expo 2015, per raccontare il valore della biodiversità. E’ questo lo spazio di Slow Food a Expo, una “Piazza della Biodiversità” concepita secondo l’architettura delle cascine lombarde.

Al centro aiuole in legno con coltivazioni di menta, origano, basilico e moltissime altre piante che profumano l’ambiente. Al centro di esse un cartello spiega lo spirito della presenza di Slow Food ad Expo: “non avvelenare l’agricoltura con pesticidi dannosi per la salute”.

La Cascina l’ha pensata e disegnata l’architetto svizzero Jacques Herzog: percorsi didattici per spiegare cosa significhi agricoltura sostenibile, autosufficienza alimentare, sicurezza e produzione ecologica, il tutto raccontato con l’aiuto di guide multimediali. “Carlo Petrini è stato l’unico momento ispiratore di Expo a livello contenutistico – ha commentato Herzog inaugurando la Piazza -. Mentre gli altri padiglioni mi sembrano ridicole capriole architettoniche senza contenuti”. Lungo i percorsi della bioversità momenti di educazione per il “consumatore consapevole”, e una mostra fotografica per raccontare i continenti ed il loro rapporto con il cibo e le coltivazioni. Un grafico, poi, per mostrare come l’Italia sia al sesto posto per numero di adulti con problemi di obesità. Alla Piazza della Biodiversità si può poi entrare in contatto con “I sensi del cibo”, un suggestivo percorso dove “imparare” i prodotti attraverso l’olfatto e il tatto. Teche in legno dove il visitatore può toccare e annusare ortaggi e legumi. La piazza propone poi ogni giorno 32 cortometraggi per raccontare il cibo, mentre in sottofondo passano 627 diversi brani musicali che accompagnano la visita. Le più attese in questa 2piazza” per Slow Food sono le scuole: per loro saranno previsti percorsi didattici mirati che parleranno di lotta allo spreco e solidarietà tra popoli.

 

La fame del mondo è anche una delle cause dell’immigrazione.

L’associazione non pare per nulla soddisfatta di come l’Europa sta cercando di affrontare la questione: sui provvedimenti dell’Ue “ho molte riserve – ha detto Bressan – L’Unione europea all’inizio era molto più solidale, poi si è ristretta nei suoi problemi interni”. La Caritas una ricetta ce l’ha: “Aiuti allo sviluppo – ha spiegato il cardinale Oscar Rodriguez Maradiaga, presidente uscente della Caritas internazionale – Non una soluzione militare o di forza”.

Il Caritas day ha avuto un’anteprima: in piazza Duomo a Milano, in 50 mila avevano assistito al concerto di Tania Kassis, che aveva cantato la sua Ave Maria islamo-cristiana.

 

 

Il patron di Slow Food critico verso la politica e le multinazio

 

Così com’è Expo, “è un’occasione persa, si poteva fare di più”: in questi termini Carlin Petrini si è presentato ad Expo per inaugurare lo spazio del “suo” Slow Food. Non è contento, e lo ribadisce: “I Paesi hanno investito grandi somme sull’architettura dei loro Padiglioni ma hanno dimenticato i contenuti. E, soprattutto, i contadini che con il loro lavoro sfamano il mondo. Dovrebbero essere la vera anima dell’esposizione. Invece…Diciamo che sui contenuti si poteva fare molto di più. Cercheremo di farlo noi”. Dalla “Piazza della Biodiversità” del padiglione, inaugurata insieme all’architetto svizzero, Jacques Herzog, Petrini ribadisce critiche già espresse: “Il focus doveva essere più sulla produzione agricola e sul nutrire il pianeta. Invece vedo Nazioni che nei loro territori non rispettano i contadini fare qui un figurone”. E’ proprio in questo senso che Expo secondo Petrini “ha perso un’opportunità”. La colpa? “L’insipienza della politica italiana. L’Italia ha avuto il privilegio di essere il Paese che poteva prendere in mano questi temi e diventare un’agorà internazionale, non ha avuto dei leader politici che sapessero interpretare l’altezza dell’argomento”. Un argomento che a suo avviso passa attraverso la biodiversità, la lotta contro la fame, la riduzione dello spreco, la difesa delle piccole comunità agricole: “tutto questo avrebbe dovuto essere più presente”. Ad ascoltare il suo intervento, nella Piazza di Slow Food, il commissario unico, Giuseppe Sala. Che non dice una parola. “Mi sembra corretto paragonarlo al Cireneo – dice Petrini riferendosi a lui -. Ossia a una persona di buona volontà che aiuta a portare la croce, ma che certo non risolve il problema”.

Da Sala nessun commento. Petrini è critico sulla presenza delle multinazionali come McDonalds, che ha un ristorante proprio accanto allo spazio Slow Food: “In tutte le città del mondo esiste Slow Food ed esiste McDonalds. Il problema è che dovendo parlare di cibo, è importante capire la differenza che c’è tra il prezzo e la qualità”. Affinché Expo non sia un’opportunità “del tutto sprecata”, Slow Food si impegna “a parlare di futuro del cibo. E’ questo il tema fondamentale. Nello spazio Slow Food andiamo al cuore del problema, senza mediazioni. Un proverbio marocchino dice che una sedia vuota non paga mai. Ecco perché siamo qui e faremo il nostro lavoro”. Consiste in primo luogo nel portare a Expo il messaggio più autentico, quello di Terra Madre: “dal 3 al 6 ottobre Milano accoglierà migliaia di giovani contadini, pescatori e allevatori. Arriveranno da 170 Paesi. Abbiamo bisogno del vostro aiuto per farli venire a Milano”.

Un appello accolto subito dal patron di Eataly, Oscar Farinetti, presente all’inaugurazione: “Ci daremo da fare per dare una mano. E’ vero che a livello di contenuti si poteva fare di più, ma è per questo che Carlin Petrini ed io cercheremo di dare il nostro contributo: il 19 settembre, ad esempio, Eataly organizzerà qui a Expo un grande concerto con Edoardo Bennato, al quale abbiamo invitato i nostri 6mila fornitori, che arriveranno in pullman da tutta Italia”.

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