Home / EXPO 2015 / MILANO. Expo: architetto Usa, Vertical Farm salverà le città
Expo 2015
Expo 2015

MILANO. Expo: architetto Usa, Vertical Farm salverà le città

“Le fattorie del futuro saranno verticali e urbane”: parola di James Biber, pluripremiato architetto di New York, che ha progettato il padiglione degli Stati Uniti a Expo. L’edificio propone sulla sua facciata una fattoria verticale. E’ grande quanto un campo da football. E’ una sorta di impalcatura motorizzata concepita come un vero e proprio campo organizzato verticalmente, con un sistema di irrigazione “idroponica” che permette di coltivare 42 specie vegetali tra verdure, frutta, grano, erbe. “L’unico modo per avere alimenti sostenibili nel futuro sarà ridurre la distanza tra produzione e distribuzione del cibo – ha spiegato Biber -.

Le ‘vertical farms’, potendo essere costruite sui palazzi delle città, risolveranno il problema della mancanza di cibo. La distanza tra il cibo e le persone nelle aree rurali è piccola, mentre in città è diverso. Anche se in alcune città, come New York, sta prendendo piede una nuova sensibilità tra i cittadini, che ad esempio riqualificano alcune aree come orti urbani”. Biber ha provato a realizzare con alcuni studenti le prime vertical farms sperimentali: “il progetto è ideato per una zona popolare in cui non ci sono supermercati – ha spiegato -.

Prevede la costruzione sulla facciata sud dei palazzi pannelli ‘green’ che si muovono grazie al peso della circolazione dell’acqua. Questo sistema non solo riuscirebbe a produrre cibo per soddisfare i bisogni quotidiani degli abitanti del quartiere, ma creerebbe una forte connessione tra gli abitanti e il cibo che mangiano, che sarebbe coltivato proprio da loro”. L’idea di giardini verdi è già diffusa, “ma finora questi ‘green panels’ hanno uno scopo decorativo, mentre la rivoluzione sarà nel renderli fattorie produttive”. La vertical farm del padiglione statunitense, al momento, è solo un prototipo, ed è molto costoso. “Ma anche i pannelli solari all’inizio costavano tantissimo – ha sottolineato l’architetto – ma ora hanno un prezzo abbordabile. E’ una storia che accomuna tutte le grandi tecnologie”. Strutture del genere non solo sarebbero ideali in alcune zone particolarmente aride, come la California, “perché permettono di usare la giusta quantità di acqua e di elettricità, senza alcuno spreco”, ma tollererebbero le temperature più alte dovute al cambiamento climatico, “perché con più caldo le piante crescono più velocemente – ha spiegato Biber -. Guardate qui: in questi giorni ha fatto caldissimo. Le piante stanno benissimo”.

Commenti

Blogger: Fabio Mina

Avatar

Leggi anche

MILANO. Expo da Renzi un grazie di cuore a Beppe Sala

“Dico grazie a Beppe. Non posso dire altro per ovvi motivi; grazie di cuore per …

Expo 2015

MILANO. Expo: numeri “esaltanti” per partner e sponsor

Sono tutti numeri “esaltanti” quelli forniti dai diversi padiglioni di Expo a bilancio dalla loro …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *