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MILANO. Expo: Anche la Nasa da’ il suo contributo al cibo

Anche la Nasa è presente ad Expo. Perché anche la ricerca spaziale può dare il suo contributo ad affrontare le sfide del pianeta come la sicurezza alimentare, l’accesso alle risorse primarie, la prevenzione dei disastri naturali. Per illustrare come e “cosa” l’Agenzia Spaziale americana sia impegnata su questi temi è intervenuto oggi al Padiglione Usa dell’Esposizione Universale il direttore del programma di Scienze Applicate della Nasa, Lawrence A. Friedl. Tema dell’incontro, “Making space for Food”. Dalla osservazione attraverso i satelliti – ha spiegato il ricercatore americano – possono derivare non pochi vantaggi per l’agricoltura e per l’ambiente. Sono infatti 19 i satelliti impiegati dall’agenzia spaziale statunitense per orbitare intorno alla Terra con il preciso compito di osservare la superficie e l’atmosfera terrestre in funzione di potenziali mutamenti ambientali. “Queste osservazioni – ha precisato Friedl – producono dati utili per comprendere i cambiamenti climatici e rendere le tecniche dell’agricoltura più efficaci”. Friedl ha mostrato una serie di “slides” scattate dai satelliti in cui appaiono evidenti i cambiamenti dell’ambiente nel corso degli anni. “Noi acquisiamo queste informazioni poi le giriamo alle agenzie del territorio, specializzate sui temi specifici, affinché possano intervenire al meglio”.
In questo modo la Nasa ha osservato siccità e alluvioni, desertificazioni e allagamenti. Tanti dei cambiamenti sulla superficie terrestre sono dovuti all’azione dell’uomo, così scriteriata da arrivare a mettere a rischio il diritto al cibo.
“La sicurezza alimentare – ha spiegato Friedl – è una delle grandi preoccupazioni del pianeta, ma grazie ai nostri satelliti possiamo monitorare le acque e dare il nostro contributo per dare le informazioni necessarie a chi è in grado di utilizzarle al meglio”. Secondo Friedl, “se l’umanità si impegnasse seriamente a fare delle scelte intelligenti sarebbe ancora in tempo per salvare la Terra. Abbiamo le informazioni e la volontà di applicarle per arrivare a degli accordi collettivi”. Per quanto riguarda la disponibilità di acqua sulla terra, Friedl ha sottolineato che “sul nostro pianeta ce n’è abbastanza. E nonostante per la maggior parte sia salata, non non c’è bisogno di andare a cercarla su Marte. Tuttavia se là dovessimo trovarla non la porteremmo certo negli States”.

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