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Mercurio o idrargirio!

Mercurio o idrargirio!
Mercurio non è un elemento semplice da utilizzare, a una densità molto elevata, tanto che il piombo galleggia. Questo metallo è conosciuto da migliaia di anni è sempre stato celebre per il fatto di presentarsi liquido ma di essere un metallo, che ha reso il mercurio un materiale da utilizzare per riti sacri o magici. Si dice che in Cina sia stato sepolto un imperatore al centro di un modello in scala del palazzo imperiale della capitale. In quel palazzo su canali scavati intorno sono stati calati secchi colmi di mercurio per simboleggiare i 100 grandi fiumi della Cina. Paradossalmente, le gocce di mercurio ingerite da questo imperatore nella speranza di ottenere mortalità lo condussero precocemente a riposo eterno. La zona di sepoltura è la stessa in cui stato è rinvenuto il celebre esercito di terracotta, che pare appartenga a un enorme complesso funerario il cui centro, con la tomba dell’imperatore non è stato ancora portato la luce per timore di danneggiarlo irreparabilmente. Anche gli antichi greci romani usavano il mercurio negli unguenti e come nei cosmetico. Nell’antichità l’immagine del tempo che scorre in maniera ciclica era rappresentato simbolicamente come un serpente che si morde la coda e si autofecondava. Per gli alchimisti la parola nella tradizione indù era Rasavatham, il nome del mercurio, uno degli elementi primordiali che si riteneva poteva variare dal tipo del tenore di zolfo e trasformarsi in qualsiasi altro materiale, anche in oro! Anticamente veniva indicato con il nome di argento vivo o idrargirio, parola composta dei termini acqua e argento, in quanto liquido di aspetto argenteo. Questo elemento prese il nome del dio che si muoveva veloce tra gli dei, Mercurio, per via della sua scorrevolezza e mobilità. Nell’uso comune era utilizzato in termometri ma anche utilizzato in altri strumenti di misura come barometri, manometri, sensimetri. Tra il Settecento e l’Ottocento la produzione i cappelli di feltro passava attraverso un processo chiamato carotatura, e consisteva nell’immergere le pelli degli animali in una soluzione coloro arancione di nitrato mercurio per separare il pelo dalla pelle. La tossicità della soluzione e dei suoi vapori causale però moltissimi casi di avvelenamento dei fabbricanti di cappelli che si manifestava con sintomi quali tremori, instabilità emotiva, insonnia, demenza. A tali casi si ispirò Lewis Carroll per il personaggio del cappellaio matto in Alice nel paese delle meraviglie. Il mercurio è dannoso per l’ecosistema, estremamente tossico. E nel 2013 con la convenzione internazionale di Minimata firmata da più di 100 paesi per arrivare 2020 al suo bando totale dell’utilizzo di questo minerale.
Favria, 27.09.2020 Giorgio Cortese

Avere le idee chiare al mattino è il punto di partenza di ogni successo.

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