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Condanna

MERCENASCO. Denunciato dalla ex per violenza sessuale, lei ritratta “ero gelosa”

Denunciato dalla moglie e finito alla sbarra per i reati di violenza sessuale e maltrattamenti in famiglie. Un anno di carcere, poi due mesi di arresti domiciliare. Un “castigo” che Ion Doros, romeno di 43 anni residente a Mercenasco (difeso dall’avvocato Marco Stabile del Foro di Ivrea), si sarebbe potuto risparmiare, se la donna avesse ritrattato subito le accuse. Invece è successo soltanto l’altra settimana. Una vendetta? “Ero gelosa di lui, aveva altre relazioni e volevo fargliela pagare” ha ammesso la ex, 29 anni, di fronte al collegio presieduto dal giudice Carlomaria Garbellotto, presso il Tribunale di Ivrea, dove è ormai in corso il processo penale. Già nei mesi scorsi la sedicente vittima aveva inviato al tribunale una lettera in cui ritrattava tutto ciò che aveva scritto in querela, ritirando la costituzione di parte civile.

“Ero impaurita e mi fu consigliato di accusare Ion affinché mi lasciasse in pace e per poter tenere nostra figlia” ha riferito la donna, sottoponendosi all’esame, assistita dall’avvocato Lorenzo Bianco. Riguardo alla sera del 31 gennaio 2013, data alla quale risalgono i fatti contestati, ha ammesso che fu un litigio, ma ha smentito le dichiarazioni in querela, secondo le quali lui l’aveva spintonata ed aggredita fino a romperle un braccio. “Lui aveva altre donne” ha ribadito, interrogata dal Pubblico Ministero Giuseppe Ferrando.

Tuttavia non è ancora chiaro quale sia la verità. Discordanti le dichiarazioni rilasciate da un’altra testimone, collega di lavoro della vittima presso un night club della zona. “Spesso mi chiamava – ha riferito quest’ultima – e mi diceva che lui era violento, che la picchiava, che la costringeva a fare sesso contro la sua volontà. Ma altre diceva che andava tutto bene e che si amavano”. Per questo la 29enne ora potrebbe essere indagata per calunnia o addirittura per autocalunnia. Il processo riprenderà il 19 giugno per gli ultimi testimoni e per la sentenza.

 

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