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MERCENASCO. Arrivano 41 profughi, il sindaco convoca un incontro

41 rifugiati sono arrivati a Mercenasco. Praticamente uno ogni trenta abitanti. E sono numeri giganteschi. Eppure la notizia dell’approdo dei profughi nel piccolo paesino eporediese è arrivata tra capo e collo, in queste settimane, lasciando di stucco, e sbigottito, il sindaco Angelo Parri, prima ancora dei cittadini, che non erano certo pronti ad assimilare numeri del genere. Succede a Mercenasco così come a Montalenghe o a Vische.
Parri ha preso subito contattati con la Prefettura e con le cooperative. Mani legate: la decisione non spetta ai comuni, tutta la dislocazione dei neri che fuggono dalle guerre e dalla povertà dei paesi nordafricani è gestita dall’ “alto”. Il sindaco di Mercenasco ha pensato, allora, di fare l’unica cosa che si possa fare: informazione. Ha organizzato un incontro, che si è tenuto ieri pomeriggio dalle 18 presso il salone pluriuso, invitando la Prefettura, il Ciss-ac, i Carabinieri, ed ha invitato tutti i sindaci dei dintorni.
“Tutto passa sulla testa dei sindaci i quali non possono assolutamente fare nulla se non poi darsi da fare per arginare i problemi” sottolinea, amareggiato, Parri.
I profughi sono arrivati in due tranche: sedici gestiti dalla cooperativa Argonauti di Ivrea e venticinque dalla cooperativa Nuvola con sede a Torino. I primi sono arrivati in paese da un paio di settimane, gli altri sabato scorso. Tutti ospitati nelle “case gialle” lungo la statale, che un privato ha affittato a tale uso. Ma se sedici era tutto sommato gestibili, 41, a giudizio dell’amministrazione comunale, sono tanti, forse troppi. Oggi si aggirano nelle vie del centro, stazionano nei parchetti pubblici, ma che sarà di loro, tra qualche mese? Il comune dovrò studiare qualche progetti per impiegarli o per almeno “intrattenerli”? Come se non avesse già il suo bel da fare a far quadrare i conti, e a cercare di offrire un po’ di lavoro ai propri cittadini italiani, tra quei comuni che han promosso i cantieri di lavoro.
“Ho organizzato l’incontro – sottolinea il sindaco – perché voglio far sapere come vengono gestiti i rifugiati. Per sottolineare che purtroppo il comune non ha voce in capitolo, non viene interpellato, e che non c’è alcun parametro o vincolo, salvo che poi vien chiesto a noi amministratori pubblici di dare una mano. Ovviamente niente possono questi ragazzi che arrivano da quei paesi ed avranno visto le loro, ma la gente deve essere informata”.

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