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MAZZE’. Gioco erotico finisce nel sangue

Un gioco erotico poteva finire in tragedia. Se la sono vista brutta Lorenzo Maina, 20 anni, incensurato, di professione decoratore, e la sua fidanzata di un anno più grande, residente in un piccolo comune del Canavese: venerdì pomeriggio si sono appartati nella camera da letto di lui in frazione Tonengo di Mazzè e si sono messi a “giocare” con una pistola. Probabilmente pensavano fosse scarica, e invece un proiettile è partito dalla Beretta 22 che Maina stava armeggiando ed ha ferito nel basso ventre la fidanzata. Sotto shock, i due sono corsi immediatamente in ospedale a Chivasso. Ai medici del pronto soccorso hanno raccontato che stavano simulando una partita a guardie e ladri quando è partito il proiettile. La giovane è stata operata d’urgenza e non è in pericolo di vita. E’ stata dimessa già lunedì con una prognosi di 60 giorni. Nel referto medico si legge di “pneumoperitoneo da ferita da arma da fuoco”. Ad avvisare i carabinieri sono stati gli stessi medici chivassesi, come vuole la prassi in caso di ricoveri per ferite da arma da fuoco. Sentita a sommarie informazioni dagli inquirenti, la giovane ha dichiarato che era andata a casa del fidanzato e in camera da letto, mentre giocavano a guardie e ladri, è stata colpita nella zona soprapubica da un colpo di pistola partito accidentalmente dall’arma maneggiata dal fidanzato. “Era una pistola ad aria compressa”, ha detto, provando a difendere il compagno. Ma per gli inquirenti la vicenda aveva tutt’altri contorni. I militari agli ordini del comandante Pierluigi Bogliacino già nella serata di venerdì hanno stretto le manette ai polsi di Lorenzo Maina. Detenzione illegale di una Beretta calibro 22 risultata rubata nel 2014 ad Abbiategrasso, possesso di munizioni – nell’abitazione del ragazzo i militari hanno sequestrato anche 47 cartucce calibro 22 – ricettazione e lesioni gravi: queste le accuse di cui dovrà rispondere. Maina è stato fermato in ospedale, dov’era tornato nella serata di venerdì. Accompagnato in caserma per essere interrogato, è crollato ed ha raccontato, con un certo imbarazzo, l’accaduto. L’arma è stata recuperata in una roggia, in frazione Tonengo, dove Maina l’aveva gettata appena dopo il ferimento della compagna. Gli inquirenti hanno scoperto che la pistola era stata precedentemente utilizzata per sparare alcuni colpi contro un cartello stradale a Mazzè. E’ quindi probabile che i due giovani pensassero che la pistola fosse scarica quando hanno avuto l’idea di usarla come “giochino” sessuale. L’arresto di Maina è stato convalidato lunedì mattina in Tribunale a Ivrea ed ora il giovane si trova agli arresti domiciliari nella sua abitazione a Tonengo di Mazzè.

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