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Maria più candida della Neve.

Maria più candida della Neve.
Nel corso dei secoli la Vergine Maria è stata invocata, come Madre di Gesù il Salvatore, a sostegno di noi cristiani. La Madonna è stata raffigurata con opere d’arte dei più grandi come dei più umili artisti, inoltre con il sorgere di tantissime chiese, santuari, basiliche, cappelle, a Lei dedicate, si può senz’altro dire, che non c’è nel mondo cristiano un paese, una città, un villaggio, che non abbia un edificio sacro dedicato a Maria, nelle sue innumerevoli denominazioni. Il titolo di Madonna della Neve, presente nel nostro borgo favriese, affonda le sue origini nei primi secoli della Chiesa ed è strettamente legato al sorgere della Basilica di S. Maria Maggiore in Roma. Secondo la tradizione, nel IV secolo, sotto il pontificato di Papa Liberio, 352-366 d.C., un nobile e ricco patrizio romano di nome Giovanni, insieme alla sua altrettanto ricca e nobile moglie, non avendo figli decisero di offrire i loro beni alla Santa Vergine, per la costruzione di una chiesa a lei dedicata. La Madonna gradì il loro desiderio e apparve in sogno ai coniugi la notte fra il 4 e il 5 agosto, tempo di gran caldo a Roma, indicando con un miracolo il luogo dove doveva sorgere la chiesa. Infatti la mattina dopo, i coniugi romani si recarono da Papa Liberio a raccontare il sogno fatto da entrambi, anche il Papa aveva fatto lo stesso sogno e quindi si recò sul luogo indicato, il colle Esquilino e lo trovò coperto di neve, in piena estate romana. Dal 1568 la denominazione ufficiale della festa liturgica della Madonna della Neve, è stata modificata nel termine “Dedicazione di Santa Maria Maggiore”, celebrazione sempre il 5 agosto. Il miracolo della neve in agosto non è più citato in quanto leggendario e non comprovato. Ma il culto per la Madonna della Neve, andò comunque sempre più affermandosi, tanto è vero che tra i secoli XV e XVIII ci fu la massima diffusione delle chiese dedicate alla Madonna della Neve, con l’instaurarsi di tante celebrazioni locali, che ancora oggi coinvolgono interi paesi come per noi a Favria che è la testimonianza del visibile anello di congiunzione tra cielo e terra. Se a Favria la tradizione di questa ricorrenza si mantiene viva nell’omonimo borgo è grazie al tenza lavoro del Comitato presieduto da Riccardo, Segretario, cassiere- Presidente onorario Valentino, con gli altri membri del Comitato: Franca, Iolanda, Giusy, Valter, Giuseppe, Martino, Laura, Francesco, Anna Maria, Leonardo, Maria, Francesca e Gina. Ecco tutti loro mantengono viva ogni anno questa memoria non solo il giorno della festa ultima domenica di luglio, quest’anno 28 luglio con la S. Messa cantata alle ore 20,30 e poi processione per le relative vie della borgata in Favria. Una festa pluricentenaria, memorie di questa cappella si anno già verso la fine del Settecento dove viene citato anche il toponimo regione Pasquarolo, luogo di incontro della Abbadia dei Folli, confraternita giovanile per il tradizionale ballo dei valentini e valentine con falò e relativo ballo per le coppie di neo fidanzati e anche usata tale area per tiro con arco e archibugio e fiere agricole. La cappella ha ospitato sino alla rivoluzione francese un piccolo cimitero e dipendeva dalla chiesa di San Michele, diocesi di Torino, sino ad allora Favria era divisa in due parrocchie che dipendevano una da Torino e San Pietro, oggi San Grato dalla diocesi di Ivrea che aveva giurisdizione anche sulla cappella SS. Annunziata. Un grazie a tutti, proprio a tutti che hanno collaborato, contribuito in vario titolo come ogni anno alla riuscita della festa per mantenere vive queste tradizioni. Ritengo che ricordare è importante perché ci di vivere bene il presente, quello che facciamo, diciamo, pensiamo. Senza la memoria che può quindi esistere la stessa tradizione e di conseguenza elementi religiosi e profani che rendo viva la vita di una Comunità. Sono interconnessioni che si sostengono l’una con l’altra, perché allo stesso tempo la tradizione è importante per la memoria: si tratta infatti di un meccanismo che consente di conservarla in un modo unico e particolare. Infine permettetemi perché penso che questo è il pensiero di tutti noi borghigiani una parola semplice ma ricca di significato un grande Grazie a Valentino, che possa rimettersi in salute.
Favria, 7.08.2019 Giorgio Cortese

Nella vita di ogni giorno siamo quanto amiamo, cresciamo in quanto doniamo. La vita è un dono, nessuno escluso. Vieni a donare venerdì 9 agosto a Favria ore 8-11,20 cortile interno del Comune, abbiamo bisogno di Te! Ps grazie se fai passa parola ed inviti più persone. Requisiti minimi per donare godere di buona salute, età tra i 18- 60 anni peso minimo kg50. Per info cell. 3331714827

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