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L’ultimo abbraccio a Leoluca Costanzo, ex consigliere comunale del Pci

Un “compagno” di altri tempi, di quelli che vivevano per la politica e si battevano per difendere gli ideali e le istanze dei lavoratori e degli operai. Era questo Leoluca Costanzo, l’ex consigliere comunale del Partito Comunista negli anni ’70, scomparso all’età di 84 anni in un letto d’ospedale a Venaria dopo un malore. Costanzo, classe 1929, era nato a Corleone, nel quartiere del “Beato Bernardo” o anche conosciuto come rione “del Ponte Nuovo”. Orfano di padre già nei primi anni di vita, Costanzo è stato un vero amico di Placido Rizzotto, esponente della Cgil rapito e successivamente ucciso a Corleone il 10 marzo del 1948 mentre stava andando da alcuni compagni del Partito Socialista Italiano. Il 1 maggio del 1947 era fra i partecipanti della festa dei lavoratori a Portella della Ginestra, quando una serie di raffiche di mitra – sparate da uomini vicini al bandito separatista Salvatore Giuliano – portarono all’uccisione di 11 persone e al ferimento di altre 27, fra cui lui stesso. A metà anni ’60 arrivò a Venaria, dove divenne operaio della Cromodora. Contestualmente aveva proseguito la sua militanza nel Pci e la carriera sindacale. Grazie al Pci divenne a metà anni ’70 un consigliere comunale. Ed è lì che si saldò ancor più la sua amicizia con Filippo Maiuri, esponente della Dc nato anch’egli a Corleone nello stesso rione di Costanzo. “Ho perso un amico – commenta – un uomo straordinario che nonostante le diverse ideologie si è sempre cercato di battagliare per il bene di Venaria. Quando si andava alla Festa dell’Unità e ci si dirigeva verso la zona delle grigliate, trovavi sempre e solo una persona, ovvero Leoluca. Per il partito avrebbe dato anche l’anima, cosa che oggi non sarebbe immaginabile”. Alle esequie, celebratesi mercoledì 23 presso la chiesa di San Lorenzo, era presente gran parte del mondo politico cittadino, con il labaro comunale listato a lutto. Tra gli amichi ed ex compagni di banco in sala consiliare che hanno voluto porgere l’ultimo estremo saluto a Costanzo non potevano mancare Ignazio Ippolito, Salvatore Borgese e Ivo Dell’Amico: “Leoluca credeva nella politica – commentano – nell’attività consiliare e nelle battaglie operaiste. Un uomo che si è distinto per l’impegno sociale e per la lotta alla legalità”. Costanzo lascia la moglie, Rosetta D’Amico, e i tre figli Nadia, Renato e Luciana, oltre agli adorati nipoti Selene, Giulia, Lorenzo. c.m.

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