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LONDRA. Lavazza cresce nel mondo, +6,6% grazie alle esportazioni

Lavazza sempre più internazionale: con oltre il 60% del fatturato complessivo, generato già oggi all’estero, l’azienda punta entro il 2020 ad aumentare fino al 70% i propri introiti provenienti dai mercati esteri, consolidando così la sua vocazione globale di azienda dalle solide radici italiane – e piemontesi – ma con lo sguardo rivolto al mondo. Già presente in 90 Nazioni, l’azienda del caffè made in Italy ha registrato nel 2018 una crescita del fatturato globale, a quota 1,87 miliardi di euro, del 6,6%. “E’ stata una annata molto positiva, siamo parecchio soddisfatti – sottolinea Giuseppe Lavazza, vicepresidente dell’omonimo Gruppo, presente oggi all’All England Club di Wimbledon, di cui l’azienda italiana è partner ufficiale -. Lo spirito imprenditoriale, l’innovazione e la nostra passione sono alla base di tutti i nostri successi. La nostra scelta strategica è quella di essere una società globale che tratta solo caffè, il che significa dedicarsi esclusivamente a caffè di alta qualità, in tutte le sue forme, attraverso una strategia multi marchio”. Innovazione, creatività e sperimentazione consentono a Lavazza – grazie ai suoi 100 ingegneri – di sviluppare prodotti sempre nuovi e innovativi. Come le Lavazza Eco Caps, le nuove capsule al 100% compostabili, diverse da qualsiasi altra capsula compostabile in commercio, e presentate proprio nel tempio del tennis d’Oltremanica. Per sottolineare, una volta di più, il proprio impegno per la sostenibilità. “Per Lavazza la sostenibilità è parte integrante della strategia aziendale – spiega all’ANSA, Marco Lavazza, vicepresidente del Gruppo -. Le nostre nuove Caps sostituiranno l’intera gamma di capsule per uso domestico nel Regno Unito, e sono in linea con gli standard qualitativi di assoluta eccellenza che caratterizzano tutti i nostri prodotti. Si tratta di un importante investimento, che testimonia il nostro impegno per uno sviluppo sostenibile”. Perché oggi, aggiunge Marco Lavazza, la qualità non basta più, se non viene accompagnata da tangibili segni di responsabilità sociale. “Il nostro impegno non è solo quello di vendere più caffè, ma anche offrire un caffè che sia equo, dalla sua produzione, che seguiamo indirettamente tramite la nostra Fondazione, al consumatore finale. Un prodotto di cui andiamo fieri”. Lo stesso orgoglio che emerge dalla partnership, iniziata nel 2011, col torneo di Wimbledon. Una vetrina di prestigio, e di successo, che ha incoraggiato Lavazza a diventare partner anche degli altri tornei del Grande Slam, prima di legare il proprio nome a due club di calcio della Premier League, Arsenal e Liverpool. Il Regno Unito, del resto, è uno dei mercati di riferimento del Gruppo, che Oltremanica può contare su un fatturato superiore ai 90 milioni di euro, quintuplicato nell’ultimo decennio.

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