Home / BLOG / LOMBARDORE. Quel complesso da 6 milioni nell’ex poligono militare…
la presentazione del progetto

LOMBARDORE. Quel complesso da 6 milioni nell’ex poligono militare…

Che si trattasse di un progetto ambizioso, appariva chiaro fin dalle prime battute.

Ma se così non fosse, non ci sarebbe neanche da provarci. Perché la riqualificazione dell’area dell’ex poligono militare, che ricopre un terzo del territorio di Lombardore, richiede davvero una buona dose di speranza. Mercoledì scorso, presso il centro ricreativo culturale, il sindaco Diego Bili, l’architetto dello studio “Paglia” Valeria Santoro e la responsabile dell’Ufficio Tecnico, Luciana Mellano, hanno presentato il progetto Food&Energy Hub. Di che si tratta? Di riportare all’onor del mondo un’area fino a poco tempo fa destinata alle esercitazioni militari. In gioco complessivamente quasi 400 ettari, dei quali solo una parte, 52mila mq, saranno per ora destinati alla valorizzazione. I 394 ettari dell’ex area per le esercitazioni militari infatti, sono ancora in fase di dismissione e non sono quindi ancora stati presi in carica dal Comune.

Il progetto

Si tratta di un progetto di “networking”.  Per valorizzare queste aree – ha spiegato Mellanoabbiamo fatto un’indagine per capire quali potessero essere le esigenze, cercando la collaborazione di enti, associazioni e fondazioni. Vogliamo far sì che si crei un progetto di coesione territoriale, una valorizzazione che parte dal basso”.

L’obiettivo è il recupero funzionale degli ambienti dismessi, in un’ottica di crescita sociale ed economica del territorio. “Il Food&Energy Hub – ha aggiunto Santoroprevede in quei 52mila mq la realizzazione di 4 aree. Un’area eventi, con laboratori didattici, mercati, iniziative; un’area mercatale, con foresteria, uffici direzionali sedi delle associazioni; un’area lavoro sociale con la fattoria didattica, lo spaccio di prodotti agroalimentari, uno spazio dedito alla ristorazione, laboratori per la trasformazione dei prodotti agroalimentari, orti e frutteti sociali, serre; un’area verde ricreativo, con la piantumazione di verde”. Belle parole ma per far sì che diventino fatti ci vogliono, gira e rigira, circa 6 milioni di euro. Non una cifra da poco.

“Ma il progetto interessa al territorio, altrimenti avremmo cambiato già direzione – ha sottolineato l’architetto -. L’intervento sarà realizzato per step, e ci attiveremo per reperire risorse tramite bandi”. Ad oggi è arrivato già il supporto della Fondazione CRT, interessata all’aspetto dell’animazione territoriale. Ma anche della Fondazione Don Mario Operti, di Confindustria Canavese, dell’Associazione Italiana Agricoltori, del Consorzio Operatori Turistici Valli del Canavese.

Resta un dubbio… Quel “Energy” che insieme al “Food” dà il nome al progetto. “Qui non sono previste assolutamente centrali a biomasse – ha concluso Santoro -. Intendiamo che gli scarti dei prodotti alimentari, ortofrutticoli e dello sfalcio potranno essere venduti agli operatori che potranno utilizzarli per la produzione energetica nelle centrali già esistenti”.

Commenti

Blogger: Manuel Giacometto

Manuel Giacometto
La sfumatura

Leggi anche

IVREA. Malpede saluta Ballurio e scende in piazza con la Lega

Delle due l’una. O ieri mattina la Lega aveva bisogno di uno che in piazza …

CUORGNE’. Cavalot attacca l’Asl: “Ardissone non collabora coi Comuni”

CUORGNE’. Cavalot attacca l’Asl: “Ardissone non collabora coi Comuni”. Giancarlo Vacca Cavalot attacca frontalmente – …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *