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LOMBARDORE. “Adesso Bili vuole il parco? Meno male”

I lombardoresi non si sono dimenticati la campagna pro fotovoltaico del sindaco Diego Bili, anzi e ancora vivida nelle loro menti. La settimana scorsa i giornali riportavano la notizia che il Ministero della Difesa aveva approvato la richiesta del comune di Lombardore, primo ad effettuarla, affinché i 400 ettari del Poligono di tiro ritornassero di proprietà comunale. E Bili aveva annunciato di voler realizzare un “parco come si deve” e coltivare al suo interno la canapa. Alcuni cittadini hanno iniziato a chiedersi “ma non era lui quello in prima linea per la costruzione dell’ecomostro fotovoltaico sul nostro territorio distruggendo il parco naturale delle Vaude?” E non era sempre lui l’assente alla marcia contro il fotovoltaico in cui figuravano le scritte “la giunta Bili-Musetta snatura la Vauda”?

 

Anche Ezio Lorenzetti, presidente di Movimento Spontaneo Canavese Tutela Ambiente Amici del Parco della Vauda, associazione che lottò 20anni fa per la nascita della Riserva della Vauda, è rimasto sorpreso. “Siamo contenti che il sindaco abbia cambiato idea e abbia deciso di partecipare al nostro progetto- ironizza Lorenzetti-. Visto che fino a giugno dello scorso anno faceva il tifo affinché il Tar approvasse la valutazione d’impatto ambientale della Provincia di Torino in cui si sosteneva che l’area fosse totalmente inquinata. Ma l’Arpa per fortuna ha rilevato che ci sono solo alcune zone con inquinamento da antinomio e solo nella parte della brughiera dove venivano esplosi i colpi di artiglieria. E poi il sindaco ha fatto sua la proposta della coltivazione della canapa che è stata lanciata da noi (Circolo Val Malone del Pd), portata avanti anche a Roma dalla deputata del Pd  Francesca Bonomo, e dai tavoli istituiti canavesani per salvaguardare la Vauda già un po’ di tempo addietro. Se il comune si vuole affiancare a questa proposta e partecipare ai tavoli va bene, ma non deve finire tutto nelle loro mani. Deve essere un lavoro di sinergia tra il nostro movimento, la coldiretti, l’associazione parchi metropolitani, l’AssoCanapa, Val Malone Circolo Pd e chi vuole inserirsi per difende la Riserva Naturale della Vauda. Qui bisogna sempre lottare per qualcosa. Nel 1993 volevano fare la maxi discarica, poi montare mezzo milione e mezzo di pannelli fotovoltaici. Noi cerchiamo di non far passare azioni distruttive per il nostro ambiente. Siamo favorevoli a progettualità agricole ma solo nella salvaguardia paesaggistica della natura. Non bisogna permettere danni irreparabili al parco, e aprendo a tutti la brughiera senza controllo potrebbe succedere. Si devono stabilire le zone fruibili e avere delle guide per visitare la Riserva e creare un’azione per incentivare il turismo anche insieme alle nostre aziende locali, quelle poche rimaste grazie al sindaco e l’ordinanza di divieto di sfalcio e di agricoltura che ha messo in ginocchio gli agricoltori, che potrebbero far conoscere i nostri prodotti ai turisti che visitano la Vauda”.

 

 

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